12.09.2019 – 18.44 – La musica mantiene giovani; e prova vincente è il dinamismo e la vivacità dell’ultima proposta del cartellone 2019-2020 della Società dei Concerti Trieste, oggi esibito alla Libreria Feltrinelli.
La Società infatti presenta il suo ottantottesimo cartellone; eppure la modernità della proposta sembra provenire da un’associazione giovanile per la maniera con la quale perfettamente fonde il distillato puro della musica classica con le variazioni più meticce della musica contemporanea e folkloristica.
A partire infatti dal 6 novembre, la Società dei Concerti Trieste proporrà dodici appuntamenti musicali, dodici incontri, dodici proposte musicali contraddistinte da quell’alta qualità da tempo cifra distintiva dell’associazione. Le prenotazioni sono pertanto aperte, a partire dal prossimo lunedì, proprio presso la sede della Feltrinelli di via Mazzini 39. La sede e l’orario dei concerti rimarranno inoltre quelli tradizionali: alle 20.30, nell’inconfondibile scenario del Teatro Verdi.
Il presidente Alberto Pasino ha esordito ringraziando l’assessore comunale Francesca De Sanctis, a cui ora spetta la delega dei grandi eventi e dei giovani, presente all’evento, e ha illustrato le linee principali della rinnovata Società dei Concerti: intenti, desideri, visioni per il futuro.
Quando la Società viveva infatti la sua età dell’oro, macinava la cifra ragguardevole di duemila abbonati e quattrocento in lista d’attesa; numeri pressapoco unici in Italia. Oggigiorno invece fatica a raggiungere i settecento iscritti; i tempi – ahimè – sono cambiati.
Il riconoscimento di questa cruda realtà deve allora favorire, secondo Pasino, un rapporto stretto e intenso con la comunità triestina, senza volersi rinchiudere nell’elitario.
“Noi siamo una risorsa della comunità; – argomenta Pasino – Per essere una risorsa, la comunità ci deve conoscere. Deve sapere quanto la Società dei Concerti può fare a beneficio della propria cultura”.
E il primo passo in questa direzione vede la Società approcciarsi con decisione al mondo del lavoro, ricercando contatti tra i lavoratori e le loro aziende, con l’obiettivo di riportare la musica classica tra la gente, tra la massa lavoratrice. L’obiettivo finale, infatti, è “Riportare la musica a tutte le persone”.
“Il modo migliore per farlo è entrare nelle imprese – spiega Pasino – e per farlo conoscete già il nostro progetto verso ESOF; portare la musica nei luoghi di lavoro. Entrare nelle aziende garantisce quel rapporto con le persone che costituisce a sua volta linfa vitale per la musica da camera”.
Quel rapporto un tempo così robusto, così vitale, tra popolazione e musica da camera, tra divertimento e concerto, è scomparso, a favore di una visione della musica classica quale dovere intellettuale. Un ostacolo da superare.
Non solo però, perché accanto ai lavoratori, il secondo settore a cui la Società mira è la bella gioventù, da educare all’ascolto di una musica classica ormai dimenticata. Il tono qui si ammanta di toni paternalisti, accenna brevemente una polemica contro la musica moderna: “Il secondo profilo, come detto, è la vicinanza ai giovani. Cioè il linguaggio musicale che fa parte del bagaglio di un ragazzo deve partire dalla conoscenza della musica classica. Non il contrario; non si può partire dalla musica moderna. Occorre fornire categorie che aiutino ad orientarsi; occorre prima entusiasmarsi con Beethoven, prima che con i Pink Floyd”.

Successivamente Piero Lugnani, membro del Consiglio direttivo, ha illustrato il ricco programma, accennando alle peculiarità di ogni concerto, ciascuno unico a suo modo.
Questa, ha detto, è una fase di transizione: si procede a esplorare con curiosità verso nuove mete, con un occhio a una visibilità internazionale connaturata al ruolo di Trieste.
Il “clou” del cartellone sarà l’ultimo concerto, il 15 giugno, che festeggerà il 55esimo anno della Orchestra da Camera “Ferruccio Busoni” con un repertorio dedicato all’immortale Tartini, del quale si commemoreranno i 250 anni dalla morte. A questo proposito Lugnani ha ricordato commosso il padre, il quale, nativo di Pirano d’Istria, giocava da bambino sotto la statua di Tartini. Il figlio ironicamente è diventato poi un esperto della musica di quel monumento presso cui il padre si divertiva.
Il segretario generale Alessandro Malcangi ha infine concluso la presentazione, ribadendo con forza l’importanza di associarsi e partecipare, diffondendo la voce. Il suo, ha scherzato, è un ruolo dietro le quinte, di “un addetto alla sala macchine”.
“Mi occupo più di tenere la barra del timone – ha spiegato – e superato l’entusiasmo dell’“Avanti, forza tutta!” degli inizi, frenare gli ultimi mesi dell’anno, urlare meno potenza, perché andiamo a sbattere contro la mancanza di fondi per gli ultimi concerti”.
Finanziamenti abbondanti, questo 2019-20, grazie ai contributi della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha imposto quale condizione l’apertura dei concerti a tutta la cittadinanza, non solo agli abbonati. Un ruolo che si accompagna bene a quell’interesse per la comunità, per il “locale”, rimarcato da Pasino.
La Stagione 2019-2020 è stata realizzata grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, al sostegno di tutti i Soci, della Fondazione CRTrieste e della Fondazione Benefica Alberto & Kathleen Casali, al partenariato con la Fondazione Teatro Lirico G. Verdi e La Feltrinelli Libri e Musica; si avvale del patrocinio del Comune di Trieste e della collaborazione con la Francesco Parisi Spa, la Banca di Cividale, La Fazioli, il Concorso Pianistico Rina Sala Gallo, il festival Nei Suoni Dei Luoghi, la Fondazione Amici della Fenice, il Rotary Club Trieste, Wunderkammer Trieste e il Conservatorio Tartini di Trieste.


