Trieste Soundscapes: la città si racconta attraverso la musica

11.08.2019 – 17.00 – Trieste, città di storia, cultura e tradizione. Tre aspetti, questi, che non si può certo dire non siano stati valorizzati nel corso degli anni: la città infatti, ha visto nel corso del tempo quello che potrebbe essere definito un suo vero e proprio rilancio, in particolare per quanto concerne l’aspetto culturale, all’interno del quale la città può vantare un ampio ventaglio di offerte che, tutte insieme, ne hanno permesso la progressiva messa in luce anche a livello internazionale, portandola a diventare una privilegiata meta turistica che, grazie alle sue peculiarità storiche, culturali e territoriali, ha avuto modo di distinguersi e discostarsi anche da quell’idea di “tipica” città turistica.
Tuttavia, per quanto siano stati compiuti dei grandi passi avanti, forse, ciò che ancora manca o magari stenta ad emergere, è un percorso di valorizzazione della città che possa definirsi effettivamente “innovativo”: dettagliate guide turistiche e approfonditi tour guidati certamente non mancano e si sono dimostrati funzionali al loro scopo ma, la nota mancante che forse permetterebbe un ulteriore rilancio di una città che ha tutte le carte in regola per ottenere ancora una maggiore visibilità, è una messa in luce anche di una Trieste “viva e vissuta” e che dica quindi qualcosa non solo della città ma anche dei cittadini stessi.
Una valorizzazione, questa, che non avrebbe uno scopo di rilancio solo dal punto di vista turistico, ma che ne permetterebbe invece anche una riqualificazione che potrebbe definirsi “interna” alla città stessa, donando nuova vita a zone di grande bellezza e tradizione che tuttavia rimangono ancorate a quell’idea di semplici luoghi di passaggio.

In un’ottica di valorizzazione e di promozione della città, “innovativo” è forse l’aggettivo che meglio si addice a “Trieste Soundscapes“: ispiratosi a format già affermati in Europa, il progetto nasce nel 2018 da Marco Rossetti Cosulich e Rini Shkembi e, arricchitosi subito dopo con la figura di Michele Del Bono, unisce al suo interno molteplici elementi ma ben assemblati: promozione del territorio, promozione culturale e promozione sociale.
Ma che cos’è Trieste Soundscapes? “Innanzitutto non è un evento” precisano fin da subito Marco e Michele. L’obiettivo finale, spiegano infatti, è la realizzazione di un video promozionale, (che vede la regia di Giulio Ladini), che permetta la messa in luce di alcuni luoghi scenografici e di grande valenza turistica della città, che non vengono tuttavia vissuti, attraverso una promozione che non si riduca però alla semplice presentazione del luogo stesso o al classico tour e che sia in qualche modo in grado di distinguersi e di far distinguere quella parte della città. Come? Portando in quei luoghi la musica: “Gli attori principali sono due; il primo è il luogo ed il secondo è l’artista” – spiega infatti Marco. Una promozione, quindi, anche artistica e culturale che vede la messa in luce di artisti locali verso i quali, Trieste Soundscapes, si pone l’obiettivo di dare loro una maggiore visibilità.
Il terzo attore? I partecipanti stessi: “Gli ospiti sono le comparse del video che servono per riempire il luogo” – spiega Michele, aggiungendo come lo scopo del progetto sia quindi anche quello di “portare vita dove non c’è: a Trieste ci sono luoghi bellissimi che però non vengono vissuti, portarci un appuntamento significa rivitalizzare la zona e fare al contempo vivere alle persone un luogo che forse qualcuno aveva ormai dimenticato.”

Un format quindi del tutto innovativo che mira a coniugare una valorizzazione non solo in termini di territorio e di cultura, ma anche in termini di socialità: “Gli ospiti/comparse non sono solo invitati” – specifica infatti Marco – “sono anzi esortati a dare un contributo, partecipando e dimostrando interesse. Noi quindi cerchiamo di creare un coinvolgimento in quanto l’obiettivo è quello di collaborare con la città; è un’attività che vuole coinvolgere la cittadinanza di qualsiasi età e zona.”
Un obiettivo questo, che si è dimostrato essere stato ampiamente raggiunto nel corso dei primi tre appuntamenti di Trieste Soundscapes, svoltisi in tre tra le location più suggestive e spettacolari della città: Kleine Berlin con “UNDER“, Scala dei Giganti con “INSIDE” e Vedetta Italia con “OVER“, che sotto la direzione artistica di Rini Shkembi, Dj locale e resident delle serate Helpiscoming, esibitosi a fianco ad alcuni tra i più celebri nomi della scena musicale elettronica internazionale, hanno visto nuova luce grazie ai DJ set di artisti locali quali Stipe, Gianluca Bonfini, Giovanni de Flego, Roberto Sopracasa e lo stesso Rini Shkembi. “C’era una bella energia – racconta Marco – i feedback finora sono stati ottimi sia da parte di chi a partecipato e sia anche di chi ha visto il video.”
Inoltre, un’ulteriore aspetto distintivo di Trieste Soundscapes, che ben si allinea con la filosofia e l’idea di promozione territoriale intrinsechi del progetto, è il fatto che ad ogni evento l’obiettivo è anche quello di “lasciare il posto più pulito rispetto a come l’avevamo trovato – spiegano gli organizzatori – uno dei valori di fondo è quello di andare via da dove siamo lasciando un’impronta positiva.”

Ma come si partecipa al progetto? Semplice, tramite l’iscrizione alla mailing list di Trieste Soundscapes, attraverso la quale, di volta in volta, saranno selezionati su invito coloro i quali parteciperanno in veste di comparse alla creazione del video finale. “A seconda della tipologia di eventi la nostra Community Manager maneggia il bacino di utenti” – spiega Michele – “le presenze variano da appuntamento ad appuntamento. Alcuni appuntamenti probabilmente non avranno neanche pubblico, dipende dal tipo di musica, dall’artista e da come si presta il luogo; altre volte l’invito sarà semplicemente per ordine di apparizione, o altre volte ancora sarà invece selezionato direttamente da noi.” L’idea infatti, è anche quella di “creare una community per chi si occupa di cultura, la cosiddetta ‘Creative and Culture Industry‘ – spiega ancora Michele – “Creare quindi un momento di raccolta per quel tipo di pubblico.” Una scelta, questa, assolutamente non casuale ma che s’inserisce invece in una precisa ottica di creazione di un vero e proprio network: “Abbiamo visto con l’evento alla Kleine Berlin, che in questo modo chi partecipa lo fa con un altro spirito e approccio perché non sapendo chi incontrerà deve socializzare per forza; si crea quindi anche sotto questo aspetto un momento inaspettato, dove s’incontrano persone nuove.”
Un momento quindi di cultura – aggiunge Marco – portata in un luogo dove solitamente non c’è.”

Trieste Soundscapes si delinea quindi essere sotto ogni aspetto un progetto innovativo, giovane e di grande impatto, capace di attirare sulla città di Trieste le attenzioni di un pubblico più ampio o semplicemente diverso e che, in questa sua prima fase di sviluppo andrà di volta in volta arricchendosi di numerosi elementi come anticipano gli stessi Michele e Marco: “In futuro ci sarà la presenza anche di uno storico, Francesco Zardini, il quale farà una presentazione per l’appunto storica del luogo. Inoltre, la nostra intenzione è, ad ogni evento, quella di fare delle donazioni posizionando una cassetta in cui, chi vorrà, avrà la possibilità di donare ad un’associazione no profit.” La partecipazione al progetto, infatti, è e vuole rimanere del tutto gratuita in quanto, come spiegano gli stessi ideatori, chi partecipa è di fatto una comparsa e i costi sono coperti di volta in volta dagli sponsor che si dimostrano interessati al progetto, il quale sarà possibile supportare a breve tramite un canale ad hoc per le donazioni.

Un progetto, quello di Trieste Soundscapes, che in questa sua prima fase iniziale sta prendendo forma e struttura, e che si propone al contempo di essere di ampio respiro anche sotto lo stesso profilo artistico: “Non vogliamo limitarci solo alla musica elettronica” – precisa infatti Michele – “ma vogliamo dare spazio anche ad altre sfumature musicali, stando però sempre attenti ad offrire qualcosa di innovativo.” Una vera e propria volontà quindi, di unire alla promozione del territorio anche la valorizzazione della musica e degli artisti locali stessi, ormai purtroppo sempre più relegati a semplice “sfondo” musicale durante le ore dell’aperitivo. “Ormai fare eventi corrisponde spesso a mettere su musica per somministrare bevande come se fosse un accompagnamento alla somministrazione, mentre invece dovrebbe essere il contrario.” – Spiega infatti Marco – “Si è invertito l’ordine delle cose, noi cerchiamo di rinvertirlo.”

Per chi fosse interessato ad iscriversi al progetto o saperne di più, qui la mailing list e le pagine Facebook, Instagram, YouTube, SoundCloud, Mixcloud e Vimeo di Trieste Sound Escape.