14.08.2019 – 18.40 – Dalla tragedia del Ponte Morandi di Genova, di cui oggi ricorre l’anniversario, alle polemiche sulle responsabilità dei gestori autostradali, agli altri incidenti a manufatti in cemento e in metallo; la situazione di viadotti e infrastrutture autostradali è al centro dell’attenzione e delle preoccupazioni sia dei gestori stessi che degli automobilisti. Sono undici gli “ispettori di ponti e viadotti” di cui dispongono Autovie Venete e Commissario per l’emergenza della A4 per il controllo e il monitoraggio. Si tratta di figure professionali e tecnici dell’area manutentiva, progettuale e della direzione lavori che hanno seguito un apposito corso di formazione organizzato dal Rina di Genova, azienda che opera nel campo della certificazione e controlla la conformità agli standard normativi delle modalità operative aziendali.
L’attività di monitoraggio, che già si svolgeva in precedenza e che Autovie seguiva da tempo anticipando le linee guida recentemente emanate dal Ministero, è ora anche codificata e standardizzata; il compito quello di controllare periodicamente se i manufatti presentano anomalie o difetti, nonché censire ponti, viadotti, sovrapassi e sottopassi, corredando le singole schede con tutti i dati e le caratteristiche specifiche. Il Ministero ha ora fornito linee guida relativamente ai criteri di verifica e di monitoraggio manutentivo che coinvolgono strumenti di calcolo, fattori di rischio, prove di carico, provvedimenti restrittivi al transito di mezzi nei casi ritenuti necessari. Per il nuovo ponte sul fiume Tagliamento, ad esempio, è allo studio un sistema di monitoraggio attivo con analisi continua dei dati proveniente dai sensori, che partendo dalla misurazione di parametri scelti – come spostamenti, deformazioni statiche e dinamiche, tensione, sforzi, temperatura, traffico, livello dell’acqua – potrà valutare eventuali modifiche subite, nel passare del tempo, dal ponte stesso, con alterazione delle reazioni meccaniche e del comportamento della struttura. Le nuove tecnologie e le banche dati, che vengono sviluppate anche in collaborazione con l’Università di Trento, permetteranno sia di raffinare la definizione di rischio che l’ottimizzazione del lavoro dei tecnici di Autovie sul campo e in ufficio.
[c.s.]


