Crisi Pronto Soccorsi, Zalukar: Manca seria programmazione della sanità

06.08.2019 – 10.00 – Dal 1° agosto è attivo presso il Pronto Soccorso di Monfalcone un ambulatorio per la gestione dei codici bianchi e verdi, chiamato RAU (Rapid Assessment Unit), con l’obiettivo di gestire i flussi di utenti, migliorare l’appropriatezza dell’accesso al PS e ridurne i tempi di attesa. Gli obiettivi sono senz‘altro condivisibili, ma lo strumento utilizzato pare inadeguato allo scopo, essendo i codici colore notoriamente inidonei a indicare tipologia e gravità delle malattie. Il Dott.Walter Zalukar, presidente dell’Associazione Costituzione 32, ha voluto mettere ben in chiaro tre punti.

1) Il codice colore del triage (rosso, giallo, verde, bianco) è solo un semaforo di priorità d’accesso, non un indice di appropriatezza di accesso al Pronto Soccorso e neppure di gravità; quindi serve solo a disciplinare chi entra prima, a definire quale malato è più urgente rispetto ad un altro, per cui si tratta sempre di un valore relativo.

2) Ne deriva che la questione dei codici “minori” (bianchi e verdi) se mal interpretata può essere fuorviante, se non addirittura pericolosa, poiché è proprio fra questi che si nascondono le insidie e i casi spesso più difficili da interpretare per il medico di Pronto Soccorso (es: la lombalgia/dorsalgia che si rivela dissezione aortica, gli edemi cronici che nascondono uno scompenso cardiaco con edema polmonare imminente, il dolore all’arcata dentaria che può essere il primo sintomo dell’infarto di cuore, ecc.).

3) Del resto sono proprio i codici bianchi e verdi a “produrre” più sinistri, quindi anche più morti evitabili, che non certo i codici gialli o rossi, che tutt’al più possono essere sopravvalutazioni.

4) Medici non opportunamente formati non possano ritenersi esaurientemente competenti nella diagnosi differenziale e nella gestione di tali criticità in ambiente ospedaliero.

A tal proposito, Zalukar, si domanda quale verifica sia stata fatta sulle competenze ed esperienze del pull di personale medico e infermieristico della Cooperativa Onlus a cui viene affidato il servizio. Nella determina di affidamento si parla solo di personale “opportunamente informato”. Già: “opportunamente informato”, che è diverso da “specificatamente formato”, ha dichiarato.

‘’L’Assessore alla Salute ha dichiarato che la somma degli accessi complessivi di codici verdi e bianchi raggiunge l’85%, e che una buona parte di questi accessi, almeno la metà, potrebbe trovare risposte in altre strutture. Si vuole forse riesumare i CAP di serracchiana memoria, tanto costosi quanto inutili? Sembra quasi si voglia ignorare che il Pronto Soccorso è la prima struttura a subire il peggioramento/impoverimento del sistema sanitario pubblico: da un lato la carenza di letti in ospedale, dall’altra gli accessi in aumento perché i malati trovano sempre meno risposte sul territorio e quindi non sanno dove rivolgersi se non al PS e il PS è la prima linea e quindi la prima struttura ad essere “colpita” quando la sanità non funziona. Non servono quindi approcci estemporanei, soprattutto se a rischio di decremento della qualità dei servizi, serve una seria programmazione che riveda l’offerta sanitaria del sistema nel suo complesso.

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