28.08.2019 – 15.32 – Incontro e visita questa mattina 28 agosto 2019 assieme al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e agli assessori Elisa Lodi, Lavori Pubblici, e Angela Brandi, Scuola ed Educazione, in occasione dell’inaugurazione dei lavori di completa ristrutturazione dell’asilo comunale di via Caboro 2. La via, percorribile in automobile ma senza uscita e quindi al di fuori dal traffico urbano, è sulle pendici del colle di San Giusto; la struttura è adiacente al parco ed è a pochi passi dalla Tor Cucherna e da città vecchia. L’asilo, precedentemente “Tuttibimbi” – al termine dei lavori verrà nuovamente chiamato “San Giusto”, suo nome storico – è ospitato all’interno di un complesso edilizio degli anni Trenta. L’intervento, progettato dall’architetto Benedetti di Trieste su incarico dell’amministrazione comunale, riguarda una ristrutturazione complessiva dell’edificio per l’adeguamento alle normative più recenti, compresa quella antincendio, e per l’abbattimento delle barriere architettoniche, alla quale si è aggiunta una riorganizzazione e razionalizzazione degli spazi attraverso nuova suddivisione degli ambienti.
Nell’asilo di via Caboro verrà inserito un nuovo ascensore comunicante immediatamente con l’ingresso; al piano terra, nell’ala destra sarà prevista una nuova area lattanti con spogliatoio, e verrà mantenuta la cucina, mentre nell’ala sinistra sarà mantenuta la storica lavanderia con essicatoio, unico nel suo genere, ripartendo il resto degli spazi fra spogliatoi, depositi e locali di servizio per le 20 persone previste come personale. Il primo, luminoso piano dell’edificio ospiterà invece le aule e i locali igienici, la direzione e lo spazio per il ricevimento dei genitori dei circa 40 bambini che la struttura può ospitare. Esternamente verrà realizzata una nuova rampa di accesso ed eseguita una ripavimentazione in cemento stabilizzato colorato, più adatto ai bambini dell’attuale asfalto e più vicino all’aspetto originale della struttura.
La ristrutturazione tiene conto della necessità di conservazione dell’impianto architettonico, dei materiali e delle finiture originarie, e getta le basi per l’auspicio di un recupero anche del giardino e dell’area verde a pastino che fanno parte del complesso; recupero purtroppo non previsto in questa prima fase per limiti economici dell’intervento stesso. L’opera è finanziata dalla Cassa Depositi e Prestiti attraverso un mutuo di circa 620mila euro. La fine dei lavori, entrati in realtà nella fase operativa già lo scorso 19 agosto, è prevista per il 15 giugno 2020.
[c.s.]











