Degrado Urbano: Tuffi e selfie, in costume da bagno, sulla scala reale

28.7.2019 – 16.30 – Lo scorso pomeriggio, mentre allo stabilimento balneare ‘’Ausonia’’, si teneva la 12a edizione della celebre ‘’Olimpiade delle Clanfe’’, qualcosa di molto simile andava in scena sullo specchio d’acqua antistante la centralissima Piazza Unità d’Italia.
Un gruppo di giovanissimi turisti dalla parlata germanfona (Austriaci o Tedeschi, a detta dei testimoni), hanno avuto la balzana idea di spogliarsi e mettersi in costume da bagno per effettuare una serie di tuffi ‘’a bomba’’ dalla storica scala reale e documentare tutto con i loro smartphone (NDR: per gli ”amici” di Instagram).

Questo genere di attività, è naturalmente vietata lungo tutte le rive di Trieste e, oltre a essere illegale, è anche potenzialmente nociva per la salute, poiché, in quel punto, l’acqua marina è ricca di batteri, alghe e rifiuti galleggianti.

Inutile riportare i commenti dei passanti inorriditi davanti a questa curiosa quanto ignobile scena, svoltasi, su uno dei più caratteristici monumenti triestini in memoria della prima redenzione di Trieste all’Italia nel 1918.

Cosa prevede il divieto di balneazione?

I divieti di balneazione, come è facilmente intuibile, sono imposti da esigenze di tutela della salute umana e della pubblica incolumità in base a pericoli insiti in determinate aree.

Oltre a rischiare infezioni e malattie a causa dello stato della acque, l’incauto bagnante potrebbe anche vedersi comminare una sanzione amministrativa per aver violato i provvedimenti che stabiliscono prescrizioni e divieti in relazione al demanio marittimo. Si tratta, solitamente, di apposite ordinanze emanate dalle autorità competenti, affisse presso le capitanerie di porto e di norma all’ingresso degli stabilimento balneari e spiagge libere.

Appositi organi di vigilanza hanno l’incarico di verificare l’esecuzione dei provvedimenti suddetti ed elargire le sanzioni nei confronti dei trasgressori.

In linea generale, l’art. 1164 del Codice della Navigazione stabilisce che “Chiunque non osservi una disposizione di legge o regolamento, relativa all’uso del demanio marittimo, è punibile con sanzioni amministrative da euro 1032,00 a euro 3.098,00″.

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