Obbligo vaccinale: Camera commercio, economia e sindacati chiedono l’applicazione

15.11.2021 – 12.00 – Obbligo vaccinale dopo le dure conseguenze della crisi pandemica e le ripercussioni sulle attività imprenditoriali che, lentamente, proseguono nell’impervio percorso di ripresa: questo è quanto chiedono al Governo la Camera di commercio Venezia Giulia, le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali di Trieste, a seguito di un incontro tenutosi venerdì 12 novembre.
Una volontà, quella dell’applicazione dell’obbligo vaccinale, che nasce a seguito del proseguire delle manifestazioni di protesta, indipendentemente dalle motivazioni che le ispirano, “che si susseguono da troppo tempo a Trieste” si legge in una nota della Camera di Commercio della Venezia Giulia, e che “stanno mettendo in seria difficoltà le attività imprenditoriali commerciali, di servizio, artigianali, turistiche, in particolare”.
Le proteste, infatti, rendono difficoltoso l’esercizio di ogni attività lavorativa, senza tralasciare “l’immagine che la città di Trieste sta avendo all’esterno, così come diffusa da tutti i media nazionali ed internazionali, certamente non attrae, soprattutto nel breve, nuovi flussi turistici e con essi l’indotto economico correlato, distorcendo altresì la percezione della disponibilità e dell’offerta che in questi anni è stata costruita con non poca fatica” si legge nella nota.

Una situazione complessa che “rischia di minare nuove opportunità di insediamenti e di investimenti che nell’ultimo periodo i nuovi asset di sviluppo costruiti congiuntamente avevano creato” afferma il presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, rimarcando come “le proteste, o in via diretta attraverso il blocco della città e del suo porto o in via indiretta favorendo un contagio diffuso che sta provocando una serie crescente di contagi ormai esplosi ovunque nelle varie attività economiche, tra i cittadini e nelle scuole hanno in poche settimane messo a rischio l’immagine positiva di un territorio costruita dopo trent’anni di lavoro delle Istituzioni e delle imprese”.

Le parti economiche e sociali, nel corso dell’incontro intercorso, oltre alla richiesta di applicazione dell’obbligo vaccinale, hanno espresso forte preoccupazione per la situazione e la piena solidarietà per le categorie di lavoratori che nelle varie misure sono stati coinvolti; hanno preso atto delle misure finora adottate dalle Autorità locali e nazionali per fronteggiare in maniera incisiva la problematica manifestata, chiedendo alle Autorità competenti di tutelare il diritto dell’esercizio di impresa e il diritto al lavoro costituzionalmente garantiti, nonché, al Governo e al Parlamento italiano, di valutare ogni possibile misura a garanzia del ristoro del mancato fatturato e la totale garanzia occupazionale rispetto alle conseguenze provocate dal ripetuto svolgersi delle manifestazioni di protesta.
Le sole Categorie economiche hanno inoltre richiesto l’applicazione del lockdown per i non vaccinati nel caso in cui si creino delle condizioni di contagio superiore alle soglie previste per l’applicazione di restrizioni alla mobilità delle persone e alle attività economiche.

[c.c]

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