Denunciati due dipendenti comunali assenteisti

07.06.2019 | 08.00Sorpresi a far la spesa oppure al distributore di benzina, o in fila in qualche ufficio, ma non il loro, tutto questo durante l’orario di servizio. Certamente può succedere a tutti di dover pagare una bolletta o arrivare leggermente in ritardo, ma gli acquisti li avevano portati anche a brevi trasferte a Trieste e a Udine.

Molteplici appostamenti, svolti durante le indagini da parte della Guardia di Finanza di Gorizia, hanno accertato come due dipendenti del Comune di Fogliano Redipuglia, hanno approfittato del loro turno lavorativo per svolgere commissioni personali o domestiche, accumulando ben 158 episodi di interruzione lavorativa per un totale di quasi 45 ore di assenza accertata, nel periodo tra gennaio 2016 e giugno 2017.

Denunciati per truffa alla Procura della Repubblica, ai due dipendenti sono stati contestati anche 53 episodi di peculato, per aver utilizzato i veicoli del Comune a fini personali; grazie ai Gps installati nelle vetture, è stato possibile determinare infatti i loro spostamenti, effettuati nell’orario di lavoro. Inoltre, attraverso il controllo incrociato tra gli orari riportati dai badge e gli accertamenti bancari, gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno evidenziato come l’acquisto di beni e servizi venisse effettuato dai due indagati mentre avrebbero dovuto trovarsi nel proprio ufficio, questo sommato alle risultanze dei pedinamenti e appostamenti, corredati da prove fotografiche.

Rei di essersi assentati in orario di lavoro dopo aver regolarmente timbrato il cartellino, per ragioni personali ed in modo ingiustificato, utilizzando anche le vetture di servizio, per i due indagati è stato richiesto dall’Autorità Giudiziaria, il rinvio a giudizio; verranno inoltre segnalati per danno erariale alla Corte dei Conti di Trieste per i compensi, percepiti illecitamente, delle mancate prestazioni lavorative.

Ora, rischiano da 1 a 5 anni per truffa aggravata -per gli episodi di assenteismo-, in quanto commessa ai danni dello Stato o Ente Pubblico, e da 6 mesi a 3 anni per peculato d’uso -per l’utilizzo delle autovetture comunali per finalità estranee al servizio-. La successiva condanna, se confermata, prevede per il reato di peculato, anche l’interdizione ai pubblici uffici, temporanea se la pena di tale reato è inferiore ai 3 anni.

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