21.02.2020 – 10.18 – Sabato 15 febbraio, Aurora Grazini, una ragazza 16enne di Montefiascone, è stata trovata senza vita dai genitori nel suo letto dopo che, alcuni giorni prima, era stata dimessa dall’ospedale di Viterbo per alcuni accertamenti. La ragazza stava male da molti giorni e soffriva di attacchi di panico da quando si era lasciata con il suo ragazzo. Per questo motivo, non riuscendo a dormire ed essendo debilitata, stando a quanto riportato dalla stampa all’ospedale le erano state prescritte quindici gocce di un ansiolitico a base di benzodiazepine. Attualmente, è stato indagato per omicidio colposo, il primario del pronto soccorso di Belcolle ma nulla è ancora confermato e non resta che aspettare i risultati dell’autopsia, richiesta dai genitori della giovane, pronti approssimativamente tra due mesi.
Non è ben chiaro se la ragazza possa aver avuto una reazione allergica o se soffrisse di qualche patologia mai diagnosticata. Molti si sono scagliati sulle gocce prescritte, che apparentemente hanno provocato la morte della ragazza. La questione, però, non sembra essere così semplice. Non si sa se il suo malessere fosse dovuto solamente alla sofferenza psicologica e non si conoscono dettagliatamente i fatti per trarre conclusioni affrettate. Sembra che negli ultimi giorni facesse fatica a respirare, sebbene non si conosca la sua storia clinica, importante mezzo di confronto. Purtroppo, ad oggi, pochi sono gli esami per valutare effettivamente le possibili allergie farmacologiche, e non sempre di facile prescrizione. Per quanto riguarda le patologie, la Personal Genetics, spin off dell’Università di Verona, ha messo sul mercato due test genetici che consentono di fornire in meno di 60 giorni, l’intero contenuto del proprio genoma per conoscere il rischio di sviluppare una patologia che abbia una componente genetica e quindi di considerare appropriate misure di prevenzione. Un prezioso strumento di prevenzione e un passo avanti verso la ‘medicina di precisione’, che necessita però di un counselling genetico. Importante è ricordare che la predisposizione non implica la certezza di ammalarsi.
Per quanti riguarda le allergie, le reazioni che si possono avere si distinguono in tipo A, quando è il farmaco a causare reazioni dirette e prevedibili, o in tipo B, quando è il soggetto ad essere ipersensibile e quindi dovute a predisposizione individuale (a loro volta suddivise in allergiche o non allergiche). Queste reazioni possono essere poi immediate o non immediate (ed arrivare a volte a distanza di settimane). Altro discorso ancora riguarda le prescrizioni di farmaci ansiolitici o sedativi, che devono essere prescritti in situazioni il più possibile sicure per il paziente (stando attenti alle dosi e alla fragilità del paziente). Argomenti ancora poco dibattuti, che meriterebbero un approfondimento. Troppe morti improvvise: giovani studentesse, calciatori all’apparenza sani, a volte anche bambini. Molto preoccupante è la tendenza a minimizzare gli effetti di ipersensibilità ai farmaci, che ancora oggi prolifica proprio in campo medico. Alcuni esempi lievi: una signora poco tempo fa si è sentita minimizzare i sintomi quando accusava disturbi psicologici conseguenti all’assunzione di un integratore fitoterapico, quali: tensione, visione alterata delle luci e fastidi alla testa. Un caso simile è accaduto ad un altro paziente in regione che, al contrario, ha risolto il problema cambiando casa farmaceutica. Ad indicare come un rimedio, anche naturale, possa in casi peggiori diventare davvero pericoloso a seconda della predisposizione o semplicemente dal tipo di composizione.
Altro discorso riguarda gli effetti degli psicofarmaci: alcuni pazienti si sono sentiti deridere dal medico stesso quando affermavano di sentire ‘fastidi’ al cervello con l’aumentare o il diminuire della dose degli psicofarmaci. “Non è possibile”, la risposta. Invece l’assunzione o l’eliminazione di certe sostanze, soprattutto dopo lunghi periodi, comporterebbero modifiche reali del cervello (ancora non del tutto conosciuti ai ricercatori) e cambiamenti della connettività nervosa si manifesterebbero già entro tre ore dall’assunzione (Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences). Basti pensare come sia recente (2015) la scoperta di alcuni ricercatori su come il paracetamolo (tachipirina ndr) possa provocare cambiamenti neurochimici che influenzano i processi psicologici e la sensibilità agli stimoli emotivi.
Ci si continua a basare sugli effetti collaterali della maggioranza, ma sono i casi di ipersensibilità che dovrebbero essere studiati più approfonditamente, per capire cosa, in determinate persone, vada a ‘cozzare’ con la composizione chimica di un determinato farmaco. Purtroppo un problema concreto riguarda i fondi per la ricerca a riguardo. L’articolo non vuole assolutamente sostituire articoli di validità medica o scientifica, si propone solo di mettere una flebile luce in un territorio ancora poco dibattuto. Ulteriori informazioni a riguardo possono essere reperite sul sito dell’associazione allergologi e immunologi italiani: http://www.allergicamente.it/allergie/farmaci/
[m.p.]


