27.06.2019 – 15.56 – Genova, quale porto nazionale dell’Italia e Trieste, quale porto internazionale. Vocazioni diverse, ma complementari nella visione del governatore Massimiliano Fedriga, che ha oggi delineato gli intenti di sviluppo per il Friuli Venezia Giulia. Una regione, la cui collocazione geografica “perno” del centro-est Europa, la trasformerebbero in un naturale snodo, hub logistico dove si intersecano i corridoi doganali tanto all’interno dell’Europa, quanto dal mare. Il futuro viaggia pertanto su nave e rotaia, nelle forme di un settore terziario avanzato e tecnologicamente all’avanguardia. Rimane ovviamente un’immagine lontana, prospettata da Fedriga oggi, durante il convegno promosso dalla Cgil su “Porti, logistica, grandi opere. Quali politiche delle infrastrutture e del territorio per il rilancio e la competitivà del sistema Fvg“. Il governatore ha infatti osservato che “Logistica e ricerca sono le due leve interconnesse con cui il Friuli Venezia Giulia diventerà l’hub logistico del centro Europa“.
“Il potenziamento del Porto di Trieste e Monfalcone, dei retroporti e degli interporti concepiti come sistema unico sono fattori competitivi per chi vorrà operare qui nel terziario avanzato” ha ribadito il governatore, fugando ogni timore sugli investimenti cinesi “il Far East – ha detto – non è solo la Cina, credo che il Friuli Venezia Giulia possa aprire nuove interlocuzioni commerciali anche con Singapore e India“.
Intanto, il governatore ha confermato l’avanzamento del dialogo con la Carinzia e la Baviera per l’apertura di corridoi doganali. Per Fedriga dunque “la mission del Friuli Venezia Giulia è diventare il sistema logistico del centro Europa; non siamo concorrenziali a Genova, dove il traffico è principalmente nazionale. Con il 90 per cento di traffico estero sui nostri porti, il mercato internazionale è il futuro della nostra logistica”.








