12.05.2019 – 12.18 – Hai bevuto un po’ troppo e sei in… bicicletta? Multa salata. La notizia arriva dal Messaggero Veneto e crea rapidamente eco locale: se da noi la legge, quando si parla di due rote ecologiche, c’è ma spesso ‘sfugge’ ai controlli e ai controllori, non altrettanto vale per la polizia della Slovenia che, etilometro alla mano, controlla chi frequenta le piste ciclabili della zona di Tarvisio magari dopo un pranzo e un bicchiere in compagnia. Controlli amichevoli ma severi, così come sono severe le leggi slovene; la motivazione, comportamenti non consoni di comitive di ciclisti proprio sulla vecchia ferrovia Boscoverde-Jesenice, e con l’occasione la polizia della vicina repubblica verifica anche lo stato delle biciclette e i caschetti.
La legge, del resto, come si diceva c’è ed è chiara anche in Italia: il Codice della Strada, rafforzato da successive sentenze della Cassazione come la 4893/15 e da interventi contro le ‘biciclettate alcoliche’ di emiliana memoria, stabilisce chiaramente che chi va in bici non può bere troppo. Il ciclista o ciclo-eno-turista troppo su di giri non subirà decurtazione di punti patente, ma prenderà la multa, di entità pari alla gravità del comportamento: l’alcol può “interferire con il regolare e sicuro andamento della circolazione stradale, con la conseguente creazione di un obiettivo e concreto pericolo per la sicurezza e l’integrità del pubblico degli utenti della strada”. Se ‘di qua’ non si controlla tanto perché la bici non ha targa, ‘di là’ risultano essere più scrupolosi. Attenzione quindi, se ‘da noi’ la pedalata con sosta in osmizza può essere un appuntamento molto gradito per la domenica, potrebbe essere meno gradita la contravvenzione. Cicloturismo enogastronomico sì, ma con moderazione; e biciclette e caschi a posto.


