10.05.2019 – 21.00 – L’Ursus, storico pontone con gru, costruito nel 1913 (in soli tre esemplari), è stato acquisito dall’autorità portuale triestina per essere sottoposto ai lavori di ristrutturazione che lo porteranno a vivere una nuova giovinezza.
Il processo di restauro, ha precisato l’autorità portuale, riguarderà la riparazione dello scafo, della coperta, e la sostituzione di alcune parti in amianto con altre allo stesso modo isolanti ma non inquinanti. Non vanno escluse ulteriori spese, per la messa in sicurezza della gru; spese che, se si riveleranno necessarie, faranno lievitare il costo ben oltre i 3 milioni di euro inizialmente stimati e stanziati dal ministero.
L’A.P ha comunicato: “Noi vogliamo garantire che le condizioni di salute dell’Ursus rimangano stabili nel tempo. Quelli che saranno gli utilizzi turistici e culturali, ancora non lo sappiamo”.
Durante la conferenza stampa, il sindaco Dipiazza ha ipotizzato una possibile messa a terra. “Ce la metteremo tutta per farlo diventare uno dei simboli di Trieste e di quello che sarà il futuro Porto Vecchio”. Siamo pronti a trasformarlo in qualcosa di interessante” ha dichiarato il primo cittadino.
Da Giovedì 16, la mastodontica torre di ferro, verrà posizionata sullo specchio d’acqua dinanzi alla Piazza Unità d’Italia per una gara di tuffi estremi (17,18 e 19 Maggio).
Nei prossimi mesi, a restauro ultimato, l’Ursus passerà nelle mani del Comune di Trieste e, molto probabilmente, verrà inserito nella lista dei civici musei. Ancora non è chiaro dove verrà posizionato e a quali usi verrà destinato. Una cosa è certa, come disse il compianto architetto triestino Claudio Visintini, questo capolavoro dell’ingegneria e del design industriale ha tutte le carte in regola per diventare la Tour Eiffel della nostra città.


