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venerdì, 1 Luglio 2022

Stazione di Campo Marzio, entro il 2022 nuovo Museo ferroviario

04.05.2019 – 14.53 – La storia di Trieste continua a garantire un futuro alla città: che sia nella forma del Porto Franco o nel caso del turismo con il nuovo Museo ferroviario di Campo Marzio. Sono infatti ormai partiti i lavori per restaurare il vecchio museo e l’annessa stazione ferroviaria dismessa. Un patrimonio ingente, tanto di reperti, quanto di modellini, che da tempo invocava una sua collocazione adeguata, coerente con il ricco lascito di archeologia industriale cittadina. La deadline stavolta è fissata per il 2022: non solo un nuovo museo, quanto un hotel annesso e una generale rivitalizzazione economica per un’area altrimenti da tempo in declino. Quest’interesse per le antiche ferrovie tuttavia non si allarga alla zona del Porto Vecchio, dove i vecchi binari stanno venendo dismessi, senza un apparente progetto per una linea tranviaria, più volte proposta proprio per la presenza di un tracciato già pronto all’utilizzo. Treni e alternative all’automobile sembrano dunque bene accolti solo quando rinchiusi in un museo.

Il cantiere è stato inaugurato proprio oggi, con il taglio del nastro, alla presenza del governatore della Regione, Massimiliano Fedriga, dei vertici dell’Amministrazione regionale, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e i massimi esponenti della Fondazione FS.

I lavori si svilupperanno in tre fasi: le prime due, per un importo pari a 6,5 milioni di euro, interesseranno il restauro dell’area presso via Giulio Cesare e degli spazi interni che ospiteranno il nuovo Museo ferroviario; l’ultima, dal valore di 12 milioni di euro, prevede invece la realizzazione di un hotel a tema ferroviario, il ripristino della volta che sormontava i binari ottocenteschi (volta smantellata nel 1942 per esigenze di guerra) e la creazione di un ampio cortile coperto atto a ospitare eventi e manifestazioni culturali.

Se le difficili tempistiche verranno rispettate, Trieste avrà il secondo più grande Museo Ferroviario Nazionale, dopo quello di Pietrarsa (Napoli): una questione non solo di storia e prestigio, quanto economica. Pietrarsa infatti macina una media di 170mila visitatori all’anno, stando ai dati del 2018, numeri ai quali Trieste guarda come un paragone e – perchè no? – una sfida da superare.

Il governatore Fedriga ha infine lodato il progetto come un ulteriore frammento di storia locale restituito alla città, assieme al Porto Vecchio e all’acquario nell’ex Pescheria centrale.

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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