09.11.2020 – 19.07 – Vaccino contro il SarS-CoV-2 a marzo o al più tardi entro fine aprile del 2021: questo l’annuncio dato dal Ministro per la salute, Roberto Speranza. “L’auspicio”, ha dichiarato Speranza comunicando che il vaccino contro il Covid-19 sarà distribuito a tutti entro la primavera prossima, “è che i controlli avviati sulle sperimentazioni più avanzate possano avere un esito positivo anche prima”.
La notizia arriva in un momento in cui il numero di contagi in Europa e negli Stati Uniti è ancora in aumento (cala in Italia, invece, il numero di tamponi, in controtendenza rispetto alle raccomandazioni dell’OMS). La tempistica prospettata da Speranza va ora ad allinearsi con le previsioni dei ricercatori e degli esperti, che avevano parlato della possibilità di un vaccino dopo 12 mesi già a marzo scorso (molto meno realistica, e infatti disattesa, la previsione del premier Giuseppe Conte di poterlo avere già entro l’anno); la prima milestone – la pietra miliare che segna il raggiungimento di un traguardo importante – relativa ai vaccini riguarda infatti la disponibilità di una sua versione efficace in grado di coprire il 90 per cento dei casi possibili, anche se ci sono ancora, a detta degli stessi sviluppatori (in questo caso le società Pfizer e BioNTech, che hanno terminato una fase di test su più di 43mila persone in sei nazioni senza rischi per la sicurezza dei volontari), “enormi sfide” da vincere, fra le quali quelle rappresentate dalla produzione di massa e dalla distribuzione (il vaccino deve essere conservato in ambiente molto freddo, a meno di 80 gradi centrigradi). Inoltre, quanto durerà l’immunità? Sarà sicuro, il vaccino, allo stesso modo per i più giovani e per gli anziani? Farà effettivamente scomparire il virus o ne bloccherà soltanto la diffusione? Sono domande ancora senza risposta.
In ogni caso, c’è ora la possibilità che la pandemia possa trasformarsi, l’estate prossima, in un ricordo, con il ritorno a una vita normale. Dodici vaccini sperimentali sono nell’ultima fase di sperimentazione, tra cui quello di AstraZeneca, ma il vaccino che ora le due società Pfizer e BioNTech – che usa un approccio completamente sperimentale e comprende l’iniezione di parte del codice genetico del virus nel volontario, immetteranno sul mercato (la loro richiesta, quello di poterlo fare già entro fine mese di novembre) – è il primo a dare risultati concreti: il vaccino ‘addestra’ il sistema immunitario del ricevente ed è effettivamente in grado sia di stimolare sia la produzione di anticorpi che di linfociti-T, i nemici principali del Coronavirus. Dalle sperimentazioni fatte in Argentina, Brasile, Germania, Stati Uniti, Sud Africa e Turchia si è rilevato che la protezione viene raggiunta dopo sette giorni dall’inoculazione della seconda dose.
Il vaccino è visto dai governi, soprattutto da quelli europei, come la via migliore e più rapida per rimuovere le restrizioni, concedere nuovamente libertà completa di movimento ai cittadini e, prima che la coesione sociale, già a durissima prova, venga a mancare, uscire dall’enorme crisi in cui la pandemia ha trascinato le loro economie: una crisi che avrà ripercussioni di lungo periodo. Le azioni dei produttori sono volate oggi alle stelle; l’estensione dello scenario di chi vorrà resistere alla somministrazione, nella fattispecie il mondo dei No-Vax, si deve ancora rivelare. I No-Vax non hanno ancora dato una risposta a Speranza, che ha accennato all’obbligatorietà del vaccino stesso per tutti e ha sottolineato il fatto che sarà pagato dallo Stato. È però probabile che arrivi presto. Nel frattempo, Pfizer ha annunciato di poter mettere a disposizione 50 milioni di dosi entro fine anno e più di un miliardo entro la fine dell’anno prossimo: sembrano tantissime ma non lo sono, e ne mancheranno per un primo giro completo almeno altri sette miliardi, a meno di non voler considerare una fetta di mondo, quella che sta ‘da questa parte’, come di serie A e l’altra come meno di B. La strada verso la libertà di stringersi la mano è ancora lunga. C’è, però, finalmente una buona notizia.
[r.s.]


