Lo scatto di Alessio Romenzi, vincitore del Premio Fotografia

24.04.2019 – 11.30 – Sono stati annunciati pochi giorni fa i vincitori della XVI edizione del Premio Giornalistico Internazionale Marco Luchetta, istituito dalla “Fondazione Luchetta, Ota, D’Angelo, Hrovatin”, in memoria dei giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo, uccisi tragicamente nel 1994 da una granata, durante un reportage sui “bambini senza nome” a Mostar Est (Bosnia-Erzegovina), teatro, in quel periodo, degli assedi delle forze serbe e croate e di Miran Hrovatin, cineoperatore triestino, ucciso tragicamente assieme ad Ilaria Alpi, inviata RAI, il 20 marzo 1994 mentre svolgevano un’inchiesta di traffici illeciti di armi e rifiuti tra Italia e Somalia.

Il Premio Luchetta è riservato a giornalisti e fotoreporter che hanno deciso di raccontare con coraggio e tenacia la difficile e delicata tematica delle violenze e delle sopraffazioni sulle vittime più indifese: i bambini. Ad essere premiati dalla Giuria presieduta dal Direttore di Rainews24, Antonio Di Bella, i lavori pubblicati, trasmessi o diffusi dal 1° aprile 2018 al 1° marzo 2019, suddivisi in cinque categorie: “Tv News”, “Stampa Italiana”, “Stampa Internazionale”, “Reportage” e “Fotografia”.

Il Premio Luchetta con questa XVI edizione vuole raccontare ancora una volta il mondo e le sue prime trincee: dalla terribile realtà dei bambini soldato in Afghanistan, ai siriani, vittime di un’interminabile guerra civile, ai bambini malnutriti in Congo, fino ai piccoli massacrati nello Yemen: è l’infanzia, come spesso accade, a pagare un prezzo gravissimo e inaccettabile per le emergenze, i conflitti e gli stravolgimenti epocali del nostro pianeta.

Ad essere premiati quindi, cinque giornalisti che con coraggio e dedizione hanno deciso di portare alla luce profonde e tragiche realtà:

Premio categoria “Reportage” – Diego Bianchi: noto al pubblico come “Zoro”, conduttore di Propagandalive (La7), vince il Premio “Reportage” 2019 per l’emozionante diario di viaggio in Congo, andato in onda nel suo programma, attraverso il quale testimonia la situazione d’emergenza in cui riversa il paese; un dramma che colpisce soprattutto i più indifesi, i bambini che ad oggi, allo stremo per la malnutrizione, le epidemie, gli scontri armati e i conflitti, per sopravvivere possono fare affidamento solo sull’aiuto delle associazioni umanitarie.

Premio categoria “Tv News” – Orla Guerin: giornalista irlandese e corrispondente per BBC News, ha voluto raccontare i fatti accaduti nello Yemen, quando nell’agosto 2018, 42 bambini furono massacrati, vittime di un bombardamento aereo da parte delle forze di coalizione. Troppe le morti di civili in Yemen che non vengono annunciate e neppure ricordate: con questo servizio, Orla Guerin ha voluto ricordare quello che le Nazioni Unite  hanno definito il più devastante attacco contro bambini da marzo 2015, quando il conflitto si è esacerbato. La coalizione che inizialmente aveva sostenuto la tesi secondo la quale l’autobus fosse un obiettivo militare legittimo, si scusò successivamente riconoscendo l’errore, definendolo un “danno collaterale”.

Premio categoria “Stampa italiana” – Daniele Bellocchio: reporter freelance che da anni racconta la dura realtà dei conflitti nei paesi africani come Somalia, Congo, Nigeria e Sudan, riceve il Premio “Stampa italiana” per aver raccontato per il settimanale “L’Espresso”, l’odissea dei cittadini del Ciad in fuga da Boko Haram e la storia di Halima Adama, vittima a soli 12 anni di un matrimonio forzato e poi obbligata dal marito ad effettuare una missione suicida; trovata da Daniele Bellocchio nella realtà drammatica dei campi profughi, priva di entrambe le gambe, oggi è tornata a vivere con la sua famiglia nel villaggio natale. La crisi umanitaria, unita alla pressione terrorista di Boko Haram, ha trasformato il bacino del lago Ciad nell’ultima frontiera della jihad in Africa.

Premio categoria “Stampa internazionale” – Margaux Benn: corrispondente del quotidiano francese “Le Figaro” dall’Afghanistan, ha documentato le tragiche storie dei bambini soldato dell’Isis nella provincia orientale del Paese; giovani dagli 11 ai 16 anni, reclutati e indottrinati e già, a soli 5 anni, costretti a partecipare alle esecuzioni. Margaux Benn è riuscita ad ottenere il permesso di accedere al carcere minorile di Jalalabad: il reclutamento dei bambini soldato, in particolare da parte degli IS-K, è una delle preoccupazioni maggiori delle Nazioni Unite e del governo locale, ed è divenuto oggetto di un programma di “deradicalizzazione” in alcuni centri di detenzione giovanili.

Premio categoria “Fotografia” dedicato a Miran Hrovatin – Alessio Romenzi: fotografo free lance, viene premiato per lo scatto pubblicato dal settimanale “L’Espresso”, che ritrae un padre in arrivo al check point di Quayyara in Siria, insieme alle sue bambine, circondato dal fumo nero in cielo causato dai pozzi di petrolio incendiati dai miliziani dell’Isis.

Come già annunciato, un ulteriore riconoscimento per questa XVI edizione, sarà il Premio Speciale della Fondazione Luchetta a Riccardo Iacona, testimonial esemplare del giornalismo del nostro tempo, premiato per un approccio giornalistico in cui l’ascolto della voce dei cittadini va perfettamente ad integrarsi all’inchiesta ed a una visione pragmatica di miglioramento, nonché per l’intuito e la lungimiranza che, 25 anni fa, lo hanno portato a guardare ai tragici fatti di Mostar come a una chance di solidarietà concreta per i bambini vittime della guerra.

Le premiazioni dei vincitori delle cinque categorie si svolgeranno sabato 11 maggio a “Link – Festival del buon giornalismo 2019” in programma a Trieste, in Piazza Unità d’Italia; un’agorà con i protagonisti dell’informazione del nostro tempo dedicata ai temi d’attualità. La consegna del Premio Speciale a Riccardo Iacona sarà invece l’evento inaugurale della prima giornata del Festival, giovedì 9 maggio alle ore 19.30.

Il Premio Luchetta 2019 è promosso dalla Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin con la RAI ed è organizzato da Prandicom.