Nue 112 e Sores, un modello organizzativo da rivedere urgentemente

02.07.2024 – 08.42 – «Il problema è che il modello organizzativo si è dimostrato inefficace e dovrebbe essere cambiato il prima possibile, sono passati sette anni e non si può più parlare di rodaggio». Non usa mezzi termini Walter Zalukar dell’associazione Costituzione 32 che, in Consiglio regionale, affiancato da Laura Stabile e da alcuni consiglieri di opposizione, ha presentato la terza edizione del Libro bianco intitolato “Sette anni di disservizi e ritardi di soccorso in Friuli Venezia Giulia dopo l’attivazione del Nue 112 e della Sores a Palmanova”.
Secondo l’ex primario del Pronto soccorso di Trieste bisognerebbe fare «come il resto d’Europa, ovvero tenere parallelamente al 112, che è un obbligo europeo, anche i numeri di soccorso nazionale che vadano nelle rispettive centrali operative».

Dunque un esempio: «Pensate ad una persona che chiede aiuto o che viene aggredita o ha un famigliare morente: viene messa in attesa e deve ripetere tutto di nuovo nel secondo passaggio di telefonata. È assurdo». Presenti all’incontro anche Furio Honsell (Open Sinistra), Simona Liguori (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), Francesco Russo (Pd), Rosaria Capozzi (M5s) e Serena Pellegrino (Avs). A più di sette anni dall’istituzione del Nue 112 e della Sores in Friuli Venezia Giulia «le segnalazioni di errori e ritardi nell’emergenza territoriale continuano ad accumularsi, sollevando serie preoccupazioni sulla gestione dell’emergenza sanitaria da parte della Giunta regionale e, in particolare, dell’assessore alla Sanità Riccardi» è stato detto in conferenza stampa. I disservizi riportati nel Libro bianco includono «ritardi fatali e mancate risposte tempestive» e sono stati raccolti attraverso testimonianze di cittadini, articoli di cronaca e l’attività ispettiva dei consiglieri regionali.

Tra le criticità maggiormente sollevate il doppio passaggio di chiamata che a detta dell’associazione e dei consiglieri «va assolutamente rivista». Le telefonate, infatti, iniziano con l’operatore del Nue 112 al quale l’utente descrive l’evento per la prima volta. A quel punto, la telefonata viene inoltrata all’ente di competenza al quale va raccontato il fatto per la seconda volta. Può capitare talvolta che si verifichi un terzo passaggio e dunque una terza identica intervista. Ma anche «la scarsa conoscenza del territorio» e la “laicità” degli operatori del 112 «che provengono da call center commerciali mentre le centrali di solito impiegano operatori esperti del settore». Da qui la richiesta di un «intervento urgente e tempestivo da parte delle istituzioni per rivedere il modello organizzativo del Nue 112 e della Sores» ma anche «una maggiore trasparenza nella gestione dei dati e una revisione critica delle politiche attuali al fine di prevenire ulteriori disservizi che mettono a rischio la vita dei cittadini».

All’unisono, i consiglieri di minoranza hanno rinnovato l’appello alla Giunta regionale «affinché affronti e risolva le criticità emerse e garantisca modelli di gestione dell’emergenza sanitaria più efficiente e sicuro per tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia».

[e.b]

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