Ludopatie, al centro la prevenzione. Investimento di due milioni di euro.

03.04.2019 – 18.17 – Due milioni di euro investiti in progetti di prevenzione per fare fronte alla ludopatia. Il fenomeno della patologie da dipendenza ludopatica interessa oggi, in Friuli Venezia Giulia, quasi seicento persone, ma si tratta probabilmente solo della punta dell’iceberg considerata la particolarità del problema e la tendenza di chi è affetto a non parlarne con nessuno. La platea del sommerso è presumibilmente più vasta: lo suggerisce il miliardo di euro, circa milletrecento euro a testa di media, speso ogni anno nel gioco in regione. Le tematiche coinvolgono dinamiche familiari profonde e delicate, spesso nascoste per vergogna e imbarazzo.

In Friuli Venezia Giulia sono attivi 4.300 apparecchi distribuiti in circa duemila punti vendita. È questa la fotografia legata al gioco d’azzardo che la Regione, rappresentata dal vicegovernatore con delega alla Salute, ha portato alla luce a Pordenone nel corso di un convegno organizzato da Federsanità Anci FVG e dedicato a questo specifico tema, al quale hanno partecipato numerosi sindaci del territorio e rappresentanti istituzionali. Nel 2018 sono state prese in carico dai servizi per le dipendenze 577 persone (di cui il 76% maschi, la maggior parte dei quali giovani). Il dato conferma un trend in crescita negli ultimi anni: 390 utenti nel 2014, 406 nel 2015, 421 nel 2016 e 502 nel 2017. La Regione ha posto in evidenza come il gioco d’azzardo patologico sia un fenomeno pericolosissimo, che oggi ha trovato nelle piattaforme online un potente veicolo di diffusione, complicato da intercettare da chi opera nel settore della prevenzione. Dal confronto è emerso inoltre che, per affrontare la problematica in modo più strutturato non è sufficiente l’attività di prevenzione compiuta dal servizio sanitario: al contrario, è necessaria un’alleanza che coinvolga scuole, famiglie e le associazioni di categoria. Per la Regione, le regole con le quali arginare il fenomeno andrebbero costruite anche con gli operatori del settore: il rischio, infatti, è che nel momento in cui si riesca ad arginare la presenza di dispositivi per il gioco nei locali, chi ha questo tipo di patologia si trasferisca per giocare e bruciare il proprio denaro nei vicini paesi confinanti, a volte distanti solo pochi minuti di viaggio.

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