“Ci sentiamo a scuola!”: l’udito dei bambini. Terzo anno con Burlo Garofolo e ABC

12.03.2019 – 14.57 – Sentire e apprendere bene a scuola. Riparte, ed è il terzo anno, il progetto “ABCi Sentiamo a Scuola”, di IRCCS “Burlo Garofolo” di Trieste, insieme ad A.B.C. – Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo Onlus – che vede al centro dell’iniziativa la creazione di una solida rete di supporto integrato intorno al bambino che utilizza apparecchi acustici o impianti cocleari, e che è in cura all’Ospedale. “Siamo felici”, ha dichiarato Stefano Dorbolò, Commissario Straordinario dell’IRCCS Burlo Garofolo, “di poter presentare e illustrare i risultati dei primi due anni di lavoro del progetto, ora che entriamo nella terza annualità”.

L’intento è quello di mantenere concreta un’alleanza tra scuola, famiglia e medici, con l’obiettivo di realizzare un efficace e positivo inserimento e sviluppo del bambino in cura, che è anche studente, nell’ambiente scolastico, educativo e sociale dentro al quale vive e interagisce. Risultati positivi e incoraggianti emergono dal monitoraggio dei primi due anni del progetto: apprezzati in particolare la chiarezza degli interventi, l’utilità ed efficacia dei suggerimenti, la facilità di utilizzo delle proposte e il reale confronto tra professionisti, insegnanti e genitori.

Il progetto  è promosso dalla sezione di Otorinolaringoiatria e Audiologia dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, diretta dalla dottoressa Eva Orzan, con il sostegno e la collaborazione attiva di “A.B.C.”. Su attivazione del Dirigente Scolastico e in accordo con le famiglie, permette di portate direttamente nelle scuole (regionali o extraregionali, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado) una presenza del “Burlo Garofolo” a supporto dei bambini e ragazzi con apparecchi acustici o impianti cocleari che sono, per questo, in cura all’ospedale. Lo scopo è quello di creare, una volta corretto chirurgicamente il deficit uditivo, una solida rete di supporto integrato intorno al bambino formata dalla scuola, dalla famiglia e dai medici. Il bambino diventa il primo beneficiario di questa alleanza terapeutica, riabilitativa e didattica tra famiglie, scuola e ospedale.

Le soluzioni proposte per ogni singolo caso diventano buone pratiche per tutti gli studenti, perché, in una classe, rumori, riverberi e distanze possono creare disturbi di comprensione anche nei ragazzi che sentono normalmente e non hanno difficoltà fisiche. Si individuano così soluzioni di integrazione condivise ed efficaci, si forniscono indicazioni pratiche e attuabili fin da subito per migliorare ad esempio l’acustica dell’aula di studio, si stimolano soluzioni condivise con gli insegnanti per migliorare all’attività didattica e l’insegnamento, ponendo l’attenzione anche su semplici accorgimenti quale, solo per fare un esempio, un miglior posizionamento del bambino nella classe affinché riesca a ricevere al meglio tutte le informazioni. “Il progetto”, ha spiegato Eva Orzan concludendo, “si sta ora indirizzando anche verso sviluppo futuri: stiamo valutando la creazione di un corso di formazione audiologica di base a distanza, che possa affrontare le problematiche comuni a tutti gli studenti che utilizzano ausili uditivi e che possa dare le basi e precedere gli incontri dedicati in modo specifico ai singoli”.

Gli incontri con gli insegnanti nelle scuole sono svolti in maniera gratuita grazie al finanziamento, anche per questa terza annualità, di “A.B.C”. “Lavoriamo sul campo da 14 anni e il nostro obiettivo”, spiega Giusy Battain, la direttrice dell’Associazione, “è attivare progetti innovativi che, come questo, sostengono i bambini nati con malformazioni e che devono intraprendere percorsi chirurgici complessi presso l’ospedale. L’esperienza ci ha insegnato che proprio l’alleanza fra l’ospedale, che lo ha in cura, la famiglia e la scuola, rappresentano un’occasione straordinaria per il suo sviluppo neurocognitivo e relazionale. Puntiamo a favorire questi dialoghi e creare reti che aiutino i bambini nati con malformazioni a crescere e a sviluppare pienamente tutte le loro potenzialità”.

Quest’anno tre delle richieste saranno coperte dal contributo dell’International School of Trieste, che ha donato ad “A.B.C”. una somma raccolta attraverso iniziative che hanno coinvolto ragazzi, genitori e insegnanti lungo tutto il 2018. Ad oggi, sono 28 gli incontri formativi realizzati in questi anni in ben sei regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Marche e Abruzzo), che hanno coinvolto 417 insegnanti. Si prevede entro la fine dell’anno di arrivare a circa 35 incontri. Un ringraziamento sentito, da parte di “Burlo Garofolo” ed “A.B.C.”, va ai donatori che hanno permesso la realizzazione del progetto nelle passate edizioni: Fondazione Akusia, Rotary Club Trieste e privati.

 

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