“Aldo Famà. Lo stato dell’arte”: una mostra antologica, dagli anni ’70 a oggi

15.02.2019 – 10.50 – Nella giornata di ieri, giovedì 14 febbraio, è stata presentata la mostra antologica “Aldo Famà. Lo stato dell’arte”. L’esposizione con i lavori dell’importante artista triestino, è stata allestita nella Sala Comunale Umberto Veruda a Palazzo Costanzi, in piazza Piccola 2 ed è stata realizzata grazie al contributo del Comune di Trieste, a cura dell’architetto Marianna Accerboni. L’inaugurazione della mostra è prevista per domani, venerdì 15 febbraio alle ore 19.00.

Attraverso una sessantina tra dipinti a olio, incisioni, collage, esempi di arazzi e installazioni, documenti, supporti audiovisivi e sculture innovative stampate in 3D” – ha spiegato la curatrice Marianna Accerboni ieri durante la presentazione della mostra – Aldo Famà testimonia in modo esaustivo la profonda ricerca condotta dal 1975 a oggi. Fiore all’occhiello della rassegna sono proprio queste sculture, create nel 2016 in collaborazione con Studio Arsenal e Daniele Lucà, utilizzando una tecnica di assoluta avanguardia che, partendo dal modello digitale dell’opera, mediante il programma CAD, lo stampa e lo traduce nella terza dimensione, tramutando le proprie opere bidimensionali in eleganti sculture animate di vita propria, avvalendosi in età matura di tecniche di assoluta avanguardia. Ultimo step è poi la colorazione delle superfici scultoree con pittura acrilica da parte dell’artista.”

Nel testo critico intitolato “Il Razionalismo fantastico di Aldo Famà”, scrive sempre Marianna Accerboni: “È questa, a mio parere, un’antologica coerente ed elegantemente poliedrica, specchio perfetto e calibrato di un artista che con il suo costante, a volte silenzioso ma brillante, lavoro di ricerca e sperimentazione, rappresenta una delle voci più interessanti di riferimento dell’avanguardia triestina e regionale, allargata però anche alle molteplici esperienze che hanno visto Famà presente all’estero.
Una sperimentazione originale e razionale, sostenuta da un’attenta e vigile progettualità, che si accende però molto spesso di guizzi improvvisi di libera energia, non solo cromatica ma anche segnica e volumetrica, a rappresentare un importante intervento nello spazio tridimensionale. Una corsa vivace verso la vita, tracciata da colori simbolici e brillanti, la cui modulazione s’intreccia e respira nell’incontro con una matericità interessante e raffinata, che crea una sorta di melodia nello spazio circostante, e nel rapportarsi con una linea decisa che accende un contrappunto ritmico ogni volta diverso.
Una ricerca d’avanguardia che Famà rappresenta in questa rassegna, che va dagli anni settanta a oggi e che ha il suo minimo comune denominatore nella forza della linea, che ne sostiene potentemente il cromatismo acceso e in quella della sintesi, portata avanti nello spirito di evoluzione del concetto di essenzialità, che ha in parte determinato molti aspetti della cultura e dell’arte del Novecento e del Duemila, da Montale al ritorno della poesia Haiku”.

Inoltre, in occasione della mostra il Maestro Silvio Donati, illustre musicista triestino dalle frequentazioni internazionali, ha composto per piano e fagotto il brano “In – solito”, pezzo ispirato alle linee pittoriche di Famà e alla comune passione per il jazz, che verrà presentato in anteprima assoluta alla vernice dell’esposizione e ne costituirà la colonna sonora.
All’inaugurazione sarà poi presentato anche un esaustivo catalogo a colori dedicato alla vita e alle opere di Famà, a cura di Marianna Accerboni, con un’introduzione del Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza e con le foto di Annamaria Castellan e Denis Pitter.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 16 febbraio all’11 marzo 2019, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 17.00 alle ore 20.00.