31.01.2019 – 12.48 – Le promesse e le responsabilità di ESOF 2020 aleggiavano quest’oggi alla conferenza di presentazione di uno scientifico 2019 per Trieste Città della Conoscenza. Lo spazio piccolo, ma accogliente della Stazione Ferroviaria (Piazza della Libertà, 8) ha infatti ospitato una scoppiettante rassegna delle tante iniziative previste nei prossimi mesi. Mostre, esposizioni, ma non solo; ricerca scientifica e collaborazioni con il pubblico, a sua volta distribuito dagli infanti di “Nati per leggere”, alla verde vecchiezza dell’Università della Terza Età.
L’assessore alla Ricerca Angela Brandi ha esordito rilevando il grande successo di Trieste Città della Conoscenza, che può bene vantare nell’anno appena concluso cinquemila visitatori, segnale di un interesse forte nella cittadinanza per la scienza. Il conseguimento maggiore per Trieste Città della Conoscenza rimane aver sbloccato e liberato dalla propria ritrosia e riservatezza enti scientifici precedentemente inavvicinabili dall’uomo comune, garantendone così la visibilità corrisposta al grande impegno nella scienza.
Gli organizzatori hanno rilevato come Trieste “City of Knowledge” sia finalmente maturata dall’essere solo uno spazio “fisico” a un luogo dove gli enti scientifici e il pubblico si incontrano per collaborare e lavorare insieme, producendo così conoscenza condivisa e risultati concretamente utili a livello di ricerca. Non una mostra passiva, pertanto, ma un laboratorio di conoscenza, utilizzato in tal senso lo scorso anno per indagini sulle neuroscienze cognitive. Lentamente si sta realizzando quella trasformazione di Trieste Città della Conoscenza in un’interfaccia, un agile collegamento tra le associazioni civili e la ricerca, da troppo tempo disgiunte. Se il 2019 si riconfermerà un anno positivo, il 2020 vedrà l’area impegnata a fondo in progetti di cooperazione scientifica.
Lo spazio ospiterà dapprima una mostra dedicata a Guido Horn d’Arturo (Trieste 1879 – Bologna 1967), grande astronomo novecentesco, dalle origini ebraiche e triestine, inventore del telescopio a tasselli, progenitore dei giganti delle stelle quali l’Extremely Large Telescope dell’Eso o il James Webb Space Telescope della Nasa. Sarà la prima mostra itinerante nell’area della Stazione.
Successivamente, verso l’aprile 2019, verrà inaugurata una mostra sull’argomento delicato dell’Autismo: si tratterà di due mostre in una, avendo infatti una sezione a Trieste e un’altra a Udine, nello Science Center di Naturama. Gli eventi a Trieste verranno ritrasmessi in streaming a Udine e viceversa, costruendo così un ponte digitale tra le due seppur lontane sedi. La mostra vuole favorire la comprensione dell’autismo da parte degli studenti e delle persone comuni, favorendone una maggiore tolleranza.
Infine, tra la primavera e l’estate, ritornerà “Elettra IDEA, la musica della materia”, una mostra che aveva suscitato grande interesse durante la sua breve permanenza a Trieste Next 2018.
Stefano Fantoni, presidente di FIT e champion di ESOF, ha infine concluso ricordando come l’insieme delle attività e dei seminari sia finalizzato alla deadline del 2020, alla cui data Trieste dovrà dimostrare di essersi ben meritata il titolo di “città europea della scienza”. L’omonimo Festival previsto durante il congresso internazionale non verrà inoltre limitato alla sola Trieste, ma coinvolgerà anche Lubiana e Fiume. ESOF 2020 non deve per altro essere la fine, ma un nuovo inizio, una ripartenza per la città; alla sua conclusione, dovranno proseguire altre iniziative e altre collaborazioni internazionali, perché Trieste diventi “una città che guarda avanti“.


