03.01.2019 – 15.41 – Il futuro della Sèleco ha lo stesso colore di un televisore sintonizzato su un canale morto: il colosso, che mirava a riportare in Italia la produzione industriale, sta ora crollando sotto i milioni di debito accumulati. A Trieste l’unico ufficio, in Piazza dell’Unità d’Italia, rimane con soli sei degli originari sedici assunti e persino quest’ultimi risultano senza paga.
La Sèleco, secondo quanto riportato dallaRai Tgr Friuli Venezia Giulia, doveva originariamente trasferire la propria produzione di televisori proprio nel Punto Franco di Trieste e in seguito presso un capannone dell’ex Wärtsilä. L’Autorità Portuale tuttavia ha comunicato di non aver mai ricevuto nessun impegno formale “serio” e lo stesso stato della Sèleco sconfessa ormai ogni impegno in questa direzione.
Appena un anno fa Maurizio Pannella prefigurava un fatturato di 50 milioni e 50 assunzioni a Trieste, ora svanito nel nulla: una perdita che ammonisce sull’eccessiva dipendenza dagli investimenti dei privati nell’area portuale, specie nell’ora “liberata” zona del Porto Vecchio.