Energia elettrica: il ritratto del consumatore di oggi

10.12.2018 – 10.00 – Sono passati 11 anni dall’entrata in vigore del mercato libero in Italia: ancora oggi resta però un argomento sconosciuto per la maggior parte degli italiani. Ma quali sono le reali motivazioni che spaventano il consumatore a non scegliere un fornitore del mercato libero?
La risposta è molto semplice: il passaggio al libero mercato significa maggior risparmio e maggior flessibilità nella gestione delle bollette, con l’opportunità di essere parte attiva nella scelta del prezzo (a differenza della tanto ben amata maggior tutela di AceGas). Inoltre l’efficienza del servizio clienti permette di evitare lunghe attese agli sportelli territoriali; nonostante ciò, la paura che frena i consumatori non è solo quella di ritrovarsi ingarbugliati in pratiche burocratiche nebulose e poco trasparenti, ma soprattutto di registrare a sorpresa costi aggiuntivi all’interno delle bollette. Insomma, meglio rimanere con il male che si ha, piuttosto che rischiare di finire dalla padella alla brace.

Tutto questo timore è causato da una forte disinformazione che genera molte volte delle false “leggende metropolitane”. Secondo un recente sondaggio infatti, oltre il 60% dei consumatori non sa quanto costi il kilowattora, non è nemmeno in grado di calcolarlo e ignora quale sia la propria spesa o proprio consumo annuali.
In parallelo alla disinformazione, l’indagine tuttavia tratteggia un consumatore molto preoccupato per i cambiamenti climatici, soprattutto nella fascia dai 45-64 anni, anche se non conosce nello specifico la causa di tale fenomeno. Infatti, una delle cause principale del climate change è proprio la produzione di energia elettrica da parte delle centrali e molto spesso il beneficiario finale non conosce il vero prezzo, soprattutto ambientale, della filiera energetica.
In altre parole, il consumatore di oggi è sensibile al mutamento climatico e vorrebbe fare qualcosa per poter porre rimedio, ma è troppo spaventato dal cambiare fornitore, nonostante questi potrebbe avere un impatto positivo per l’ambiente.

Ora più che mai è necessario prendere coscienza del mondo che ci circonda e del mercato in cui viviamo. Le bollette non sono solo delle tasse da pagare, mapossono diventare anche uno strumento per il risparmio e per la salvaguardia dell’ecosistema.
Certo, scegliere un fornitore è complesso e spaventa, i dati lo dimostrano, ma ben presto sarà necessario per i consumatori essere più informati e più consapevoli, perché tra non molto dovranno compiere una scelta, non solo ambientale. Le normative sul mercato energetico si stanno riformando e tra poco, pochissimo, non ci sarà più spazio per l’indecisione.

Manuel Flaugnacco

[articolo sponsorizzato]