Un racconto, una testimonianza

10.11.2018 |17.00 Un tempo Lao Tsu, antico filosofo e scrittore cinese scrisse: fa più rumore un albero che cade che un’intera foresta che cresce. Un aforisma per dire che la cattiva notizia, il fatto di cronaca nera, fa molto più scalpore di centinaia di vite vissute nella “normalità”, di persone che conducono la loro vita nel rispetto delle leggi, operando il bene, compiendo buone azioni o comunque senza danneggiare il prossimo.

La storia di Roxana è una storia semplice, ma piena di speranza, che vogliamo dedicare a tutte quelle donne che ancora non ci credono, che sono in cerca di una risposta, che ancora non osano.

Così ci racconta:

Mi chiamo Roxana, sono nata è cresciuta in Romania fino all’età di 20 anni. Ho avuto un’infanzia felice. Anche se non avevo tutto quello che hanno i bambini di oggi non mi è mancato nulla dal punto di vista materiale e soprattutto affettivo. I miei genitori sono venuti a lavorare in Italia quando avevo 13 anni perché le cose si erano messe male nel mio paese e non riuscivano più a provvedere alla famiglia dal punto di vista economico. Così sono venuta anch’io in Italia, per le vacanze estive e, mentre lavoravo in un ristorante, ho imparato l’italiano.

Quando ho dovuto fare la scelta per gli studi universitari, potevo scegliere tra la Romania e l’Italia. Ho scelto Trieste non solo perché c’era mio papà ma perché mi sono subito innamorata di questa città. Dal momento che in Romania avevo frequentato il Liceo economico, è stato per me naturale iscrivermi alla facoltà di Economia e Commercio. Pur con qualche difficoltà linguistica iniziale mi sono subito ambientata. Forse la bora e la pioggia mi hanno dato un po’ da fare ma per il resto mi sono trovata sempre bene. Mi mancava una chiesa, ma poi nel 2006 ne ho trovata una in linea con le mie credenze e ancora adesso, dopo 12 anni, considero come una seconda famiglia. A soli 21 anni, nel 2006 mi sono sposata, e dal matrimonio sono nati Thomas nel 2010 e Alex nel 2014, che mi danno molto da fare ma mi regalano anche tanta gioia.

In seguito al matrimonio il mio interesse per gli studi è calato come il tempo per studiare. Così, dopo il primo anno di università nel quale ero riuscita a fare abbastanza bene, mi sono un po’ bloccata. E’ stato solo grazie all’aiuto di mio marito e di mia mamma che nel 2016 ho ripreso con determinazione in mano i miei studi e sono riuscita a laurearmi nel 2018.

Per il futuro sono aperta a tutto: a un lavoro, a un altro figlio o anche a un trasferimento. Mi considero una donna felice e appagata, perché ho imparato a gioire di ogni momento della vita e ho capito che le emozioni negative, oltre a danneggiare me, contagiano anche chi mi sta vicino. Per questo credo ci sia davvero bisogno di un po’ di sano ottimismo nella nostra vita, per rendere il mondo più “colorato”.

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