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giovedì, 1 Dicembre 2022

Porto Vecchio: M26 diventerà “contenitore” dei Musei cittadini, fine lavori per il 2024

15.11.2018 – 10.05 – Il progetto di recupero del Porto Vecchio a partire dagli edifici già ristrutturati, quali la Centrale Idrodinamica, il Magazzino 26 e la Sottostazione Elettrica di Riconversione, ha ricevuto qualche anticipazione nella conferenza stampa sul “nuovo Museo del Mare

Ha introdotto l’Assessore Giorgio Rossi definendo la collocazione del Civico Museo del Mare nel Magazzino 26, ovvero “nel più rilevante edificio del Porto Vecchio”, “una delle opere più importanti e strategicamente più significative che andremo a realizzare”.
Ripercorrendo il percorso fin qui svolto riguardo alla “destinazione d’uso” finale del Magazzino 26, l’Assessore ha ricordato come, rispetto a un’idea iniziale con cui vi si ipotizzava la sede dell’ICGEB e la ristrutturazione del magazzini 24 e 25 per il Museo del Mare – ma con la previsione di costi molto più elevati e tempi dilatati – sia prevalsa infine, a tutti i livelli, la linea del Comune di puntare invece proprio sul Magazzino 26 per realizzarvi quel “Grande Attrattore Culturale Transfrontaliero” per il quale il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo concedeva al Comune di Trieste un finanziamento di 50 milioni di Euro.

“Attrattore”, di rilevanza internazionale e in grado di costituire un punto di riferimento almeno per tutta l’area nordadriatica che – ha spiegato Rossi – dovrà comprendere, oltre al Museo del Mare – che comunque farà la “parte del leone” andando a occupare una superficie di 19.000 mq, suddivisa su 4 piani, sui 42.500 mq complessivi dell’intero M26 -, anche i più piccoli ma concettualmente attinenti Museo dell’Antartide e Museo della Bora, l’Immaginario Scientifico che sarà trasferito dall’attuale sede di Grignano (al piano terra rialzato e al 1° piano, per una superficie di 3.900 mq, seguendo il progetto già in fase esecutiva e già finanziato essendo inserito nel Piano Triennale delle Opere del Comune 2018/2020), nonché, in una parte dell’edificio ancora da ristrutturare (nella quale però è già previsto un primo intervento di riqualificazione su una superficie di 2.210 mq, anch’esso già finanziato nel PTO 2018/2020), l’accoglimento dell’Esposizione di ITS (International Talent Support), la piattaforma mondiale per giovani stilisti di moda creata a Trieste, e l’esposizione della raccolta di masserizie degli Esuli istriani attualmente depositata nel Magazzino 18.

L’intervento complessivo prevede anche una serie di interventi infrastrutturali e di viabilità a necessario supporto del nuovo “polo” e la realizzazione, al centro dell’edificio, di un Centro d’Accoglienza Visitatori che accoglierà il flusso turistico di Trieste. La dislocazione del Centro nel cuore del Porto Vecchio e pertanto quanto più lontano dal centro della città, rende difficile immaginare come possa funzionare da centro di riferimento dei turisti sperduti. A questo proposito, per cercare un “raccordo”, verrà istituita una linea via mare dal Magazzino “0” nonché di una sorta di “capolinea” di mezzi, anche via terra, verso il nostro territorio circostante e quello oltreconfine.

Da rilevare in questo contesto – ha sottolineato infine l’Assessore Rossi – come nella parte del Magazzino già ristrutturata – per una superficie di 5.500 mq su 4 piani – “ereditata” dall’Autorità Portuale, si trovi già attualmente collocata l’esposizione “Lloyd. Deposito a vista” inaugurata nel mese scorso e che, come noto, costituisce, con i suoi circa 1000 pezzi, un’”avanguardia” di quelle che saranno tutte le collezioni del Museo del Mare ancora da trasferire; vi sussistono anche una serie di sale espositive e al quarto piano una sala conferenze nella quale vengono già svolte varie attività, “tanto che – ha voluto rimarcare l’Assessore – gli spazi praticabili del M26 e della vicina Centrale Idrodinamica sono già tutti impegnati fino a giugno 2019”.

“Due anni fa – ha concluso Rossi – i Civici Musei “conteggiavano” 350 mila visitatori l’anno, quest’anno stiamo superando i 500 mila, e, con i nuovi ‘contenitori’ che stiamo sviluppando, riteniamo di poter puntare a traguardi ancor più ambiziosi, fino a 800 mila visitatori l’anno. In questo quadro proprio il nuovo Museo del Mare – così simbolico e importante per una città marittima – il quale potrà ampliarsi molto fortemente nella nuova ed emblematica sede del Magazzino 26 nel Vecchio Porto emporiale, passando dagli attuali 2000 mq di Campo Marzio a una superficie quasi nove volte più grande, giocherà un ruolo strategico fondamentale per il rilancio e l’ulteriore crescita dell’intero “sistema” museale-culturale triestino!”

Il magazzino 26

La direttrice del Servizio Musei e Biblioteche del Comune Laura Carlini Fanfogna ha ribadito dal canto suo il convincimento per cui “proprio questo nuovo Museo del Mare potrà diventare il principale attrattore culturale di una Città da sempre legata al mare – ieri ma anche oggi e per il futuro, visti i risultati che si stanno nuovamente registrando in Porto Nuovo – e mirare a collocarsi, stante la grande qualità e interesse delle collezioni già disponibili e di quelle che ancora potranno pervenire, fra i più grandi musei europei”.

Per gli aspetti più tecnici e operativi l’Assessore ai Lavori Pubblici Elisa Lodi ha sottolineato l’importante valore economico (33 milioni di Euro) di questa realizzazione, per la quale – ha spiegato – il preliminare progetto di fattibilità è stato già approvato dalla Giunta Municipale, anche grazie e nel segno di una grande collaborazione e sinergia fra le due Aree comunali principalmente coinvolte, i Lavori Pubblici e la Cultura; ciò che consentirà di partire a breve con la gara per la progettazione esecutiva definitiva.

In correlazione a quest’ultimo aspetto l’Assessore ai Lavori Pubblici ha colto l’occasione per ricordare tutto il lavoro che si sta intanto facendo dal punto di vista viabilistico, con il nuovo Park Bovedo, la gara per la rotatoria d’ingresso, i percorsi interni, mentre per la rivitalizzazione generale dell’area è stato bandito un Avviso per la realizzazione del nuovo Mercato Ittico che potrà venir “affiancato” da una struttura di ristorazione con prodotti ittici. Merita osservare come il lavoro sul Park Bovedo, tuttavia, avesse sollevato alcune proteste, in quanto aveva coperto con il cemento gli antichi binari austroungarici, allo scopo di fornire posti auto per la Barcolana. Non si è inoltre accennato alla promessa pista ciclabile.

L’architetto Lucia Iammarino ha finalmente presentato alcuni termini di scadenza e previsioni per il lavoro in Porto Vecchio: la gara per il progetto esecutivo e l’aggiudicazione si concluderà per i primi mesi del 2019, i progetti esecutivi verranno ultimati entro gennaio 2020, la gara per l’appalto dei lavori, suddivisa in tre parti, entro la fine del 2020, la fine dei lavori, compresa la parallela parte riguardante l’allestimento entro la fine del 2023, in modo da arrivare al collaudo finale entro la metà del 2024. Le scadenze sembrano dunque abbondantemente scollegate da ESOF2020 e dalla proclamazione di Trieste “città della scienza” prevista tra meno di due anni e considerata da tanti “opportunità” di rivalorizzazione della zona portuale.

L’architetto Ricci ha indicato l’obiettivo da conseguire in “un’area di grande qualità e prestigio, collocata tra i Magazzini 24, 25 e 26, rivolta non solo ai visitatori dei contenitori culturali insediati, ma, più ampiamente, a tutti i turisti e alla città nel suo insieme, dotata di strutture commerciali e di ristorazione, aperta ben al di là degli orari dei musei e integrata in ogni modo nella vita stessa della Città.”

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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