27.10.2018 – 11.42 – Si è svolta ieri sera, presso la sala Bobi Blazen di Palazzo Gopcevich, la presentazione del programma inerente alle mostre e agli eventi che si svolgeranno questo weekend in occasione del Trieste Photo Days 2018, il festival internazionale di fotografia urbana che si terrà fino al 25 novembre nel capoluogo giuliano, giunto ora alla sua quinta edizione. Numerose le mostre personali e collettive che saranno esposte in diversi punti della città e numerosi anche i workshop e gli incontri che vedranno come ospiti fotografi professionisti nazionali ed internazionali.
Il tema del festival, la fotografia urbana, come ha spiegato Angelo Cucchetto, art director di Trieste Photo Days che ieri ha curato la presentazione del programma di questo weekend, è un tema più che mai attuale – “La maggior parte delle persone vive e si muove all’interno di un ambiente urbano, che non deve essere per forza inteso come la grande città, si parla anche di realtà più piccole, che tuttavia tramite la fotografia urbana, hanno la possibilità di essere interpretate e declinate in diversi settori e in diversi soggetti“. Ha poi proseguito annunciando che quest’anno le esposizioni non saranno presenti solo negli spazi espositivi selezionati appositamente per il festival, ma vi saranno numerosissime foto anche all’interno di un circuito selezionato di locali del centro di Trieste, nel contesto del Trieste Photo Fringe, il “festival diffuso” di Trieste Photo Days. A tal proposito Angelo Cucchetto ha spiegato che la scelta di rendere i locali triestini dei veri e propri spazi espositivi, nasce dal fatto che Trieste a differenza di molte altre città italiane – “Vive ed ha il suo centro soprattutto nei locali” – luoghi spesso storici e molto cari ai cittadini.
Alla presentazione è intervenuta anche Manuela Declich in rappresentanza dell’assessorato alla Cultura e Sport, che ha sottolineato il sostegno delle istituzioni al festival Trieste Photo Days, che da spazio ad un’arte che, come ha definito lei stessa – “da la possibilità di cogliere in un singolo attimo il senso di eternità, uno scatto che rimane per sempre nel tempo”. Ad intervenire poi anche Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca e delle Biblioteche dei Civici Musei di Storia ed Arte che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra il festival ed i musei di storia ed arte di Trieste, in quanto si va a creare un accostamento tra le fotografie, che rappresentano l’urbano e quindi il contemporaneo e gli oggetti museali, che rappresentano invece un tempo passato.
Ospiti ieri sera anche molti dei fotografi che partecipano al festival, tra questi Tatsuo Suzuki e Tadashi Onishi, che ieri pomeriggio al Museo d’Arte Orientale, hanno presentato la collettiva “VoidTokyo“, una vera e propria collaborazione tra undici street photographer giapponesi che narra, attraverso lo sguardo fotografico, gli enormi cambiamenti che sta vivendo la capitale del paese in vista delle Olimpiadi del 2020. Sempre ieri sera inoltre è stato presentato anche il workshop “Japanese Experience”, a cura dei due artisti, un’occasione unica per scoprire l’approccio orientale alla fotografia urbana, che in pochissimo tempo ha raggiunto il sold out.
Ad intervenire anche Francesco Faraci, artista siciliano che giovedì ha presentato il suo progetto personale “Atlante umano siciliano” che come lui stesso ha raccontato, è un progetto sulla sua terra – “Sto cercando di dare l’idea di cosa voglia dire vivere e in un certo senso sentirsi un’isola, ho voluto provare a descrivere quella sensazione di esilio fisico che si prova. Ho percorso fino ad ora 20.000 km lungo la mia regione, ho incontrato moltissime persone in un viaggio che per me è stato soprattutto di sperimentazione e di ricerca personale, elementi che ho trasmesso poi attraverso le immagini.”
Presente in sala anche Ivana Galli, fotografa affermata che oggi terrà presso la comunità greco ortodossa in Piazza Ponterosso la performance “Ritratto Scomposto”, un progetto che in un certo senso riprende quello che è il vecchio mestiere dei fotografi, ovvero il ritratto. La performance nasce dalla volontà dell’artista di non voler fotografare le persone in posizione frontale, in quanto per riflesso quando ci si trova davanti all’obiettivo si tende a mettersi in posa. Ciò che Ivana Galli voleva cogliere era invece la naturalezza e ciò è stato possibile tramite un’installazione che vede l’utilizzo di numerosi specchi all’interno dei quali la persona, non riconoscendosi in quanto “frammentata” e quindi ricercando la sua figura, appare al “naturale”. Non vi è finzione e non vi è costruzione ed è proprio in quel momento che l’artista scatta le foto e coglie la naturalezza dei suoi soggetti.
Numerosi saranno anche gli incontri, tra questi l’appuntamento con Anna Chiara Moggia, che come ha spiegato ieri, presenterà il suo libro fotografico “Iran Though Lens”, dove racconta attraverso le immagini la realtà di un paese come l’Iran, dal punto di vista di una persona che ci ha vissuto.
Artisti quindi nazionali ed internazionali, tra questi presenti ieri in sala anche Giedo van Der Zwan, artista olandese che presenterà oggi il suo progetto fotografico “Pier to Pier”, all’interno del quale racconta i cambiamenti del suo paese natale, in principio piccola realtà di pescatori, che diventando poi città balneare ha subito un drastico cambiamento, divenendo una meta turistica e popolandosi di anno in anno sempre di più. Ciò che l’artista coglie nel suo progetto è proprio il confronto con il presente ed il passato, mettendo in evidenza tutti i contrasti di queste due realtà.
Questi sono solo alcuni dei numerosissimi eventi, mostre e workshop che si svolgeranno durante il festival ideato da dotArt, che vede il suo fulcro questo weekend ma che si svolgerà fino al 25 novembre, con altri incontri ed eventi.
Il programma del weekend:
Sabato 27 ottobre:
– 10.00 – 17.00, Biblioteca Comunità Greco Orientale: “Ritratto Scomposto” di Ivana Galli
– 10.00 – 17.00, Biblioteca Comunità Greco Orientale: “TPD Portfolio”, I edizione, Selezione fotografica gratuita basata su letture di Portfolio aperta a tutti con Orietta Bay, Tullio Fragiacomo, Monica Mazzolini e Fulvio Merlak
– 11.00 – 12.00, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: “Iran through a lens” Anna Chiara Moggia presenta il suo libro fotografico
– 12.00 – 13.00, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: Adriano Cascio presenta “Imperfect Shadow”
– 15.00 – 16.00, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: Diego Bardone presenta “Street Life Milano”
– 16.00 – 17.00, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: Pygmalion Karatzas presenta “The Integral Lens”
– 17.00 – 18.00, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: Giedo van der Zwan presenta il libro “Pier to Pier”
– 18.15 – 18.45, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: Presentazione progetto “Cities”, Angelo Cucchetto, art director del festival e responsabile del progetto ISP, presenta il progetto dedicato alla street photography italiana
– 8.45 – 19.15, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: Presentazione “Flowing City”, Stefano Ambroset e Roberto Srelz presentano il progetto editoriale collettivo
– 19.15 – 19.30, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: Presentazione “URBAN unveils the City and its Secrets – Vol. 04”
– 19.30 – 20.00, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: Premiazione TPD Book Award 2018
– 20.00 – 21.00, Cerimonia di premiazione del concorso URBAN 2018 Photo Awards
Domenica 28 ottobre:
– 11.00 – 13.00, Palazzo Gopcevich – Sala Bobi Bazlen: “Un’infinita compressione precede lo scoppio” con Francesco Faraci, Esercizi di nutrimento dello sguardo: un’immersione nel reportage sociale del fotografo siciliano
– 15.00 – 16.00, Civico Museo d’Arte Orientale: “Terra rossa” Mariagrazia Beruffi presenta in anteprima il suo nuovo progetto fotografico
– 16.00 – 17.00, Civico Museo d’Arte Orientale: “Geometries” di Andrea Rossato il fotografo udinese presenta il suo progetto di fotografia architettonica
– 17.30 – 18.30, Civico Museo d’Arte Orientale: Premiazione TPD Portfolio









