01/10/2018 Torna questo ottobre S/paesati, eventi sul tema delle migrazioni, giunto alla sua 19a edizione.
Il tema principale è: l’umanità in movimento
Oggi più che mai l’umanità è in cammino, si muove per fuggire dalle guerre e dalle emergenze ambientali, si muove per necessità economiche e realizzare la propria vita, come chi immigra nel nostro paese, ma anche come i giovani che emigrano in altri paesi europei o in altri continenti. I fenomeni migratori sono complessi e dal 2000 il festival S/paesati cerca di analizzarli attraverso lo spettro della creazione artistica e gli incontri culturali.
Un’attenzione particolare è riservata ai momenti di elaborazione teatrale in cui si lavora insieme tra gli artisti regionali e gli artisti immigrati, un modo per confrontarsi e generare insieme una nuova visione. La maggior parte delle produzioni teatrali è nata con questo metodo di lavoro. Inoltre sempre attraverso la lente delle arti, il festival S/paesati prova a capire il mondo che ci circonda.

INAUGURAZIONE
Giovedì 4 ottobre la rassegna S/paesati 2018 apre con tre appuntamenti al Teatro Miela.
Ore 18.00 Inaugurazione della mostra
L’UMANITÀ
di Andrea Manzalini.
La mostra è, secondo la definizione dell’artista, uno stato o un luogo dove uomini, donne, paesaggi e animali vivono in libertà e non esistono culture diverse perché esiste la cultura.
Andrea Manzalini, artista e attore, ha inoltre curato la mostra “The Human Journey” a Palazzo Bomben a Treviso, nata da un laboratorio con dei rifugiati – alcuni dei quadri saranno inseriti anche nella mostra di Trieste.
Ore 19:00
CIE E MINI CIE. UN RITORNO ALL’ISTITUZIONE TOTALE?
Tutti i limiti legali e umanitari alla detenzione di migranti e ai modelli segregazionisti.
a cura di ICS nel ventennale dell’associazione
Organizzazione: Bonawentura
Ingresso libero
Ore 20.30 Spettacolo
CHI AMA BRUCIA. Discorsi al limite della frontiera.
Uno spettacolo sui “campi di accoglienza” per migranti stranieri, tratto dalle interviste originali a lavoratori ed ex-reclusi di un C.I.E. italiano (Centro di Identificazione ed Espulsione per stranieri).

PROGRAMMA ANNUALE
Quest’anno infatti una parte sarà dedicata all’analisi e al racconto di alcune zone di guerra come la Siria e l’Iraq, riservando speciale considerazione alle vicende riguardanti i curdi, attraverso l’esperienza diretta di giornalisti come Domenico Chirico e Linda Dorigo, e artisti provenienti da tali paesi come Leyla Toprak.
Durante la presentazione del libro di Maria Cuffaro, Kajal. Le vite degli altri e la mia, presentato con i giornalisti Paolo Aleotti e Emily Menguzzato, si riveleranno la disperazione della guerra, delle periferie più dure (Medio Oriente, l’Asia, il Sud America, l’Africa) viste dagli occhi della giornalista.
Le migrazioni e le vite dei migranti dipendono spesso dalla guerra e dalla pace, dimensioni che, storicamente in Europa sono ben note. Due spettacoli relativi alla prima guerra mondiale sono presenti in questo senso all’inizio e alla fine della programmazione. Ritorna il giornalista Gabriele Del Grande nell’ incontro Fortress Europe in cui parlerà dei rifugiati e il destino dell’Europa, esaminandone gli scenari futuri. Al termine verrà riproposto l’ormai celebre documentario Io sto con la sposa.
Tre le produzioni Bonawentura proposte quest’anno: Diario dall’aldilà ….Da Sarajevo con amore di Puniša Kalezić e Diana Bosnjak Monai, uno spettacolo multimediale, che raccoglie le memorie passate da nonno a nipote e ci riporta all’assedio di Sarajevo all’inizio degli anni
Novanta, Lampedusa Beach, di Lina Prosa in collaborazione con il Teatro Stabile Sloveno, in cui Shauba, giovane africana, naufraga, inghiottita dal mare racconta il sogno di una vita migliore, e denuncia l’ingiustizia del mondo.
Una splendida giornata … da clandestino, di Giuseppe Nicodemo, ispirato a un reportage di Gianpaolo Sarti per il quotidiano “Il Piccolo” di Trieste è la storia di un giornalista che si finge profugo per un giorno.
Verrà riproposto Come diventare africani in una notte, di Mohamed Ba, Stefano Dongetti e Alessandro Mizzi, uno spettacolo dove la cultura europea e quella africana si incontrano e dialogano apertamente.
Giulia Livia


