04.10.2018 – 09.55 – Dopo l’approvazione del Consiglio Regionale FVG a maggioranza, con 26 voti favorevoli (Lega, Forza Italia, Progetto FVG FdI/An) e 19 contrari (Pd, Patto per l’Autonomia, Open sinistra FVG, Cittadini, M5S), della proposta di legge nazionale per l’istituzione del servizio civile o militare obbligatorio sottoscritta dai consiglieri Piero Camber e Mara Piccin, il testo inizia il suo iter parlamentare. Dott. Camber, qual è al momento la situazione? 

“Si tratta di una proposta di legge indirizzata al Parlamento, il quale dovrà poi decidere se legiferare in merito, affinché venga emanato un Decreto Legge all’interno del quale verranno poi specificati i dettagli.
Ciò che è stato già delineato nella proposta è che coinvolgerà i giovani di un’età compresa tra i 18 e i 28 anni, per un periodo complessivo di sei mesi. Inoltre il servizio civile o militare dovrà essere svolto all’interno del comune di residenza e sarà chiaramente tenuta in considerazione la questione dei contributi pensionistici.
La stessa proposta ha inoltre avuto un iter molto simile anche da parte della Regione Veneto, che ha approvato la proposta di legge sul servizio militare o civile obbligatorio a settembre”.

È stato più volte ripetuto che non si tratterà di servizio militare obbligatorio; in che cosa consisterebbe, quindi, la proposta di legge?

“Verrà data la possibilità ai giovani di scegliere se svolgere, per un periodo complessivo di sei mesi, il servizio militare, o se prestare servizio all’interno della Protezione Civile o presso un ente di volontariato. Vi saranno quindi più opzioni tra le quali i ragazzi e le ragazze potranno scegliere, e che mirano a dare agli stessi le conoscenze e le capacità per la difesa e la protezione del patrimonio storico, culturale e sociale del paese.”

Riguarderà anche i giovani che studiano o che già lavorano?

“Al momento la proposta di legge deve essere ancora meglio definita, e ciò avverrà quando sarà il Parlamento a legiferare in proposito. Saranno comunque previste delle agevolazioni per gli studenti, in particolare per coloro che risulteranno essere in regola con il piano di studi, dove sarà eventualmente possibile ridurre i mesi di servizio da sei a tre.

Il PD sostiene che vi potrebbe essere un ritorno all’intruppamento dei giovani e l’istituzione di un corpo paramilitare che potrebbe essere poi utilizzato per altri scopi, come il pattugliamento dei confini, cosa risponde al riguardo?

“Si tratta di una proposta completamente diversa rispetto a quanto viene detto. Non riguarda la formazione di un corpo paramilitare, in quanto va ricordato che, già oggi, i giovani che desiderano svolgere il servizio militare possono farlo, e vi è già inoltre la presenza di questi giovani in affiancamento alle Forze dell’Ordine nei pattugliamenti di confine. Si tratterebbe in entrambi i casi di uno strumento in più anche in ausilio alle Forze dell’Ordine stesse.
Vi sono oltretutto esempi di paesi che già da tempo hanno ripristinato il servizio di leva ed il servizio civile obbligatorio, tra i quali troviamo la Svizzera, l’Austria, la Finlandia, Cipro e più recentemente la Svezia; è quindi sbagliato pensare che la nostra proposta abbia intenzionalità guerrafondaie, nel momento in cui in realtà già altri paesi hanno reintrodotto questo tipo di servizio.

Il provvedimento presume un costo che andrà oltre i sessanta milioni di euro? Ritiene che sia un costo sostenibile considerando anche il fatto che proprio in questo periodo si stia discutendo delle questioni finanziarie del Paese?

“La proposta non deve essere considerata solo dal punto di vista del suo costo complessivo, ma deve essere valutata anche alla luce del fatto che si tratterebbe di una forma di occupazione giovanile, e quindi di una possibilità in più per i giovani. Se lo si vuole poi confrontare con la spesa di dieci miliardi previsti per il reddito di cittadinanza, potremmo dire che sessanta milioni risultano essere una cifra irrisoria, se considerato oltretutto il fatto che andrebbe ad offrire una valida alternativa all’inattività”.

Si è detto che il servizio militare e civile avrà come scopo l’educazione dei giovani; quale apporto potrà dare in più, a suo avviso, rispetto alla famiglia, o ai gruppi sportivi e associazioni di volontariato, di cui molti dei quali sono già sostenuti dallo Stato?

“Famiglia, gruppi sportivi e associazioni di volontariato svolgono sicuramente un ruolo molto importante per i giovani. Con questa proposta non si intende in alcun modo sostituire l’educazione famigliare e scolastica, ma piuttosto darle un sostegno. La realtà famigliare e scolastica sta infatti diventando sempre più complessa e difficile: la proposta vuole colmare un vuoto educativo che si è andato a creare con il tempo, insegnando ai giovani la cultura della solidarietà attraverso la vita di comunità, allontanandoli da quell’isolazionismo e protezionismo che sempre di più è andato a crearsi tra queste fasce di età. Si vuole inoltre insegnare ai ragazzi e alle ragazze il valore ed il rispetto del bene comune, in modo da limitare, ad esempio, i sempre più frequenti atti di vandalismo di cui molto spesso si sente parlare”.