Nucleare, incontro Ita-Slo: gli esperti Arpa FVG visitano la centrale di Krško

18.10.2018 – 07.58 – Sono ormai trascorsi dieci anni dall’incidente nucleare avvenuto in Slovenia presso la centrale di Krško, quando il 4 giugno 2008 si verificò una perdita di liquido nel sistema di refrigerazione primario del reattore. Nell’occasione la Slovenia cercò di far passare l’incidente come un’esercitazione e solo in un secondo momento, sotto pressione dall’Austria, diramò alle autorità internazionali la notizia di un possibile malfunzionamento dell’impianto. Gli argomenti della radioprotezione e il rischio – nel caso dell’incidente sembra senza fughe radioattive – nucleare transfrontaliero sono stati al centro di un incontro avvenuto ieri a Lubiana tra Slovenia e Italia. La Regione Friuli Venezia Giulia è direttamente interessata dagli eventuali incidenti dell’ormai anziana centrale (1983), a sua volta costruita sotto la Jugoslavia al confine con la Croazia e pertanto spesso oggetto di discussione e contesa tra le due nazioni.

Il secondo incontro tecnico bilaterale Ita-Slo, a due anni di distanza dal primo meeting a Trieste, si è svolto nell’ambito dei programmi e delle attività di cooperazione internazionale in applicazione della direttiva Euratom sul controllo delle radiazioni ionizzanti. Al centro della riunione, spiega Arpa, la condivisione di informazioni inerenti i piani di emergenza e di sicurezza in caso di incidente nucleare, con ovvio riferimento alla centrale nucleare di Krško.

Al termine del meeting svoltosi presso la sede dell’Agenzia per la sicurezza nucleare della Slovenia (Snsa), informa Arpa, anche la delegazione italiana, comprendente i rappresentanti dell’ispettorato per la Sicurezza nucleare e la radioprotezione (Isin) e gli esperti Arpa FVG del centro regionale di radioprotezione, si è recata in visita all’impianto nucleare di Krško.

Nel corso dei lavori, evidenzia Arpa, sono stati presentati gli ultimi aggiornamenti sui piani di sicurezza della centrale, sulle nuove valutazioni effettuate relativamente al rischio sismico e al rischio idrogeologico nell’area (con gli interventi di miglioramento dei correlati livelli di sicurezza) nonché sulla gestione in sicurezza dei rifiuti nucleari e sulle procedure di comunicazione in condizioni ordinarie e di allerta.

Da parte della delegazione italiana, sottolinea Arpa, sono state formulate alcune proposte finalizzate al perfezionamento delle comunicazioni in occasione di eventi emergenziali. Da parte slovena è stato confermato che, ad oggi, non è in programma la realizzazione di una seconda unità della centrale di Krško.

La partecipazione all’incontro bilaterale, aggiunge Arpa, ha consentito di apprezzare la complessità e la consistenza dei controlli sulla sicurezza nucleare posti in essere dalle autorità internazionali, europee e nazionali che sono competenti in materia.

È stato inoltre possibile rendersi conto in prima persona, afferma Arpa, delle modalità di conduzione della centrale nucleare di Krško che è gestita da uno staff tecnico molto preparato e in grado di intervenire tempestivamente in qualsiasi situazione.

Dalle verifiche di Isin e Snsa, prosegue Arpa, emerge inoltre come gli investimenti effettuati negli ultimi anni abbiano elevato ulteriormente la sicurezza dell’impianto anche per quanto attiene al rischio sismico.

Sono in corso di realizzazione, conclude Arpa, continue migliorie tecnologiche e dei presidi di sicurezza, mentre i protocolli sono scrupolosamente osservati e periodicamente aggiornati nel rispetto degli standard previsti dalle Autorità di controllo internazionali.