Ferrari GTO: Le vetture più costose del mondo a solcare le vie di Trieste.

24.10.2018 – 15:00 – La storica sigla ‘’GTO’’ (Gran Turismo Omologata), sulla carrozzeria di una Ferrari d’epoca, rappresenta, tutt’oggi, una serie limitatissima di vetture dall’inestimabile valore storico ed economico-collezionistico, prodotta dal 1962 al 1964. Questa famglia di vetture, nonostante possa essere utilizzata anche su strada, venne progettata soprattutto per fronteggiare i marchi automobilistici inglesi e americani in ambito agonistico.

Nel 1960, infatti, il commendator Enzo Ferrari chiese al suo ingegnere capo Giotto Bizzarrini di realizzare un modello che rispettasse i nuovi regolamenti sportivi, in vista del ‘’Campionato Mondiale Marche’’ 1962. Nacque così la Ferrari 250 GTO, una granturismo leggera, dalle linee morbide ed estremamente aerodinamiche, disegnate da Sergio Scaglietti, equipaggiata con il poderoso motore V12 da 3.000 cm³.

Nel seguente triennio la vettura otterrà, sin da subito, podi e vittorie sui più prestigiosi circuiti internazionali.

Nel 2004 la rivista automobilistica americana ‘’Sports Car International’’ ha eletto la Ferrari 250 GTO ‘’Miglior auto sportiva degli anni ’60” mentre ‘’Motor Trend Classic’’ l’ha definita la “Migliore Ferrari di tutti i tempi”.

Nel 2014, a Monterey, in California, durante un’asta tenuta da Bonhams, una Ferrari 250 GTO è stata aggiudicata a 38,115 milioni di dollari, diventando l’automobile più costosa del mondo.
L’esemplare in questione, con telaio numero #3851, è lo stesso che, nel biennio 1963-64, percorse le strade della storica gara ‘’Trieste-Opicina’’ pilotata rispettivamente da Paolo Colombo ed Ernesto Prinoth.

Quest’anno, a fine estate, nella medesima cornice della ‘’Monterey Car Week’’, una ulteriore Ferrari GTO è stata battuta all’incanto, per conto, questa volta, della casa d’aste Sotheby’s. Stiamo parlando della 250 GTO con gli aggiornamenti tecnico-stilistici dell’anno 1964. L’esemplare con numero di telaio #3413, è stata venduta al prezzo di 48,405 milioni di dollari, superando di gran lunga ogni più rosea aspettativa e siglando un nuovo record mondiale in fatto di quotazioni. Anche questa seconda vettura risulta esser stata una delle protagoniste della ‘’Trieste-Opicina’’ nell’edizione del 1962, anno in cui ottenne, addirittura, il gradino più alto del podio grazie alle abilità di guida del pilota italiano Edoardo Lualdi Gabardi.

Ultime notizie

Dello stesso autore