Natura e tecnologia si incontrano: NatureTECH a Trieste Next 2018

16.07.2018 – 11.23 – Il titolo del Trieste Next di quest’anno, Trieste Next 2018, è NatureTECH: natura e tecnologia si incontrano. Detta così sembrerebbe che natura e tecnologia siano due mondi separati, e che anzi la tecnologia stia minacciando la natura. Eppure è proprio da quest’ultima che nasce la scienza: essa infatti è espressione del desiderio umano di conoscere e capire la natura, e stiamo diventando abbastanza bravi da riuscire a sviluppare una tecnologia che possa fondersi con essa.

Il tema di questa edizione di Trieste Next sarà quindi incentrato sulle biotecnologie. Ma cosa sono? L’enciclopedia Treccani alla voce biotecnologie dice: “Tecnologie che controllano e modificano le attività biologiche degli esseri viventi per ottenere prodotti a livello industriale e scientifico” e gli esempi vanno dalla selezione delle migliori varietà di grano all’editing genetico. Sembra fantascienza, ma il primo esempio di biotecnologia, storicamente parlando, è la fermentazione usata da Sumeri e Babilonesi per fare la birra: tecnicamente il vostro ordine al pub è un pezzo di storia delle biotecnologie.

Ma cosa si intende in epoca moderna? Le principali aree in cui usiamo queste tecnologie sono la medicina, l’agricoltura, la farmacia e l’ambiente, e per esse ci si avvale di una grande varietà di tecniche. L’ultimo è forse il campo meno conosciuto ed è appunto quello che prevede l’impiego di queste tecnologie in favore dell’ambiente, a riprova che possono tranquillamente andare a braccetto con la natura. Gli obiettivi principali sono proteggere le risorse naturali, prevenire danni ambientali, trattamento dei rifiuti e risanamento di aree contaminate, oltre al cercare di sviluppare processi innovativi che minimizzino gli scarti e il consumo di energia. Per esempio si può usare un batterio, il Pyrococcus Furiosus, che può essere modificato per renderlo capace di mangiare e digerire CO2, dando come prodotti alcuni composti chimici utilizzabili a livello industriale, ma anche un combustibile alcolico del tutto simile all’etanolo.
Parlando di tecniche invece, alcune di quelle più rilevanti sono di sicuro quelle che si usano per la manipolazione genetica: si tratta trasferire in modo mirato i geni da un organismo all’altro. Un degli esempi è quello di un batterio, l’Escherichia Coli, che viene modificato, grazie all’inserzione di un frammento di DNA, in modo da produrre l’insulina che normalmente viene usata per il trattamento dei diabetici.

Non basta certo un articolo per dare un’idea completa, anche se solo basilare, delle biotecnologie, ma di certo è chiaro che esse andranno sempre di più a permeare quasi tutti gli aspetti sia dell’industria che del vivere quotidiano; e l’obiettivo del Trieste Next di quest’anno è proprio quello di avvicinare il grande pubblico a queste nuove tecnologie, dando gli strumenti per comprenderle senza averne paura. Non mancate!

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