04/07/2018 L’azienda di gin Copperhead ha aperto un contest per mettere alla prova baristi proveniente da paesi di tutto il mondo. La selezione del rappresentante italiano si svolgerà in Belgio alla fine di luglio, tra i concorrenti il nostro Matteo Pizzolini, titolare dell’ Antico Caffè Torinese.
Da questo 21 maggio, i baristi di tutto il mondo si sono dati da fare per aggiudicarsi i premi del The Alchemist Experience della Copperhead Gin: un esclusivo kit di cocktail baristi appositamente prodotto da Cocktail Kingdom, un abito fatto a mano da The Flying Tailor e l’opportunità di lavorare con Copperhead in tutte le principali fiere internazionali intraprese durante i 12 mesi successivi alla vincita.
Dopo le selezioni di luglio, i vincitori dei titoli nazionali proseguiranno il loro cammino verso la vittoria con un percorso strutturato in diversi step in città famose quali Barcellone, Ibiza, Setè e la finale a Palma De Mallorca.
A concorrere per il titolo sotto il tricolore, il 30-31 luglio, ci sarà Matteo Pizzolini, trentunenne udinese di nascita, ma triestino d’adozione. Il giovane titolare dell’Antico Caffè Torinese dovrà vedersela con altri 3 colleghi italiani: Livio Carrubba Luigi Cure D’agostino & Enrico Kike Chillon per arrivare alla finale in rappresentanza dell’Italia.
INTERVISTA:
Ciao Matteo!
Hai solo trent’uno anni e gestisci uno dei caffè storici più importanti di Trieste, L’Antico Caffè Torinese, in Corso Italia.
Hai lavorato in diverse realtà del Nord Italia, per quale motivo sei arrivato a Trieste ed hai deciso di rimanerci?
Dopo molti anni in giro per l’Italia e non solo ho voluto fermarmi. Per una serie fortunata di eventi sono capitato a Trieste. Se sono al Torinese è anche merito del mio socio Massimo Galati, grande amico e fratello mancato, triestino DOC . Tutto iniziato dal suo addio al celibato è capitato qui dentro il Torinese e poi…
Dopo parecchio tempo, mettendoci in affari siamo riusciti a comprare il locale.
Ovviamente questo progetto non è a breve termine, solo ora dopo quasi 4 anni stiamo vedendo le cose muoversi nel modo giusto. Quindi ormai Trieste mi ha addottato.
Che studi hai svolto?
Mi sono diplomato a pieni voti allo Stringher di Udine. Splendida scuola alberghiera dove ho imparato le basi del mio lavoro.
Com’è gestire l’Antico Caffè Torinese? Il rapporto con i clienti triestini?
È molto dura perché per anni purtroppo il Torinese è stato “distrutto” da gestioni non consone al prestigio del locale , poco a poco i triestini ma anche i turisti si erano dimenticati della sua esistenza.
Quando siamo partiti noi, si cominciava da molto meno che zero, ma piano piano vediamo i frutti di un lavoro di dedizione e curato nei minimi dettagli, sia nel servizio ma soprattutto a livello di immagine che sta tornando al vecchio splendore. Insomma, quello che il Caffè Torinese si merita.
Quali novità hai portato come gestore del Caffè Torinese?
Sicuramente la più importante è quella delle aperture serali. In precedenza il locale chiudeva alle 21.00 ed era prettamente caffetteria. Ora, con la nostra gestione, durante la settimana siamo aperti fino a mezzanotte e il weekend, dipende dai nostri clienti, cerchiamo di proporre eventi, degustazioni ed essere un locale dove bersi un ottimo cocktail anche nelle ore più tarde.
Oltre all’apertura serale abbiamo inserito un menù di cocktail molto curato. Si tratta di un signature menù di 12 cocktail, creati ovviamente da noi . Da quest’estate abbiamo anche il *Sensation of the mouth* piccolo menu di 4 cocktail creati dal nostro staff seguendo un tema scelto da me.
Tutto questo ovviamente senza mai tralasciare la storicità del locale, ricordandoci sempre che siamo in un locale storico e per questo ogni mattina apriamo alle 07.30 servendo croissant freschi e un ottimo caffè .

Notevole l’iniziativa del “patto dei caffè storici triestini” al fine di diventare un vero e proprio patrimonio dell’umanità.
Bello vedere collaborazione tra quelli che potrebbero essere intesi come locali rivali.
Com’è nata questa alleanza?
La “Lega per la difesa dei caffè storici letterari” è nata da poco, ma sono davvero fiero che li padri fondatori e sede del progetto siano qui a Trieste . Del resto è questa città è la patria del caffè ed è una delle città con più caffè storici d’Italia.
Gli altri caffè storici triestino non sono concorrenti ma come colleghi. Lottatori, difensori. Tutti noi , tra colleghi, sappiamo quanto è difficile gestire dei locali storici e già tempo fa la mia idea era quella di fondare un associazione dei locali storici triestini: la nostra allenza è vitale per la salvaguardia e la difesa di questi ultimi baluardi per non privare la città di queste perle.
Ma ora parliamo della tua presenza alla finale europea della competition Copperhead Gin.
Innanzi tutto, cosa ti ha portato a iscriverti al contest?
Sicuramente il gin é un prodotto spettacolare e lavorarci è davvero un piacere. Il contest mi è subito interessato perché diverso da tutti gli altri: ci sono ben 3 step per arrivare alla finale. Ma la cosa davvero interessante è che l’azienda Copperhead Gin è venuta fino a qui nel mio locale, dove ho potuto giocare in casa, preparare i miei cocktail ed essere sicuramente più tranquillo, preparadogli il drink e descrivendo la mia idea del cocktail che ho creato in totale sicurezza.
Qual’è stata la tua strategia?
La mia strategia è stata cucire un cocktail intorno al Gin che ho scelto , il Black Batch, esaltandolo e seguendo quello che è la filosofia dell’azienda, cioè che il cliente deve essere partecipe alla creazione del cocktail. Per questo l’ho chiamato *Your CHoice* , perche proprio IL cliente sarà colui che terminerà il drink come più gli aggrada.

A fine mese sarai in Belgio! Sei pronto per la competition tra connazionali per giocarsi la finale?
Hai studiato i tuoi avversari?
Sinceramente? No non sono pronto. È la mia prima finale che disputo e sono molto ma molto agitato, soprattutto perché sarò là in Belgio, casa della Copperhead e gareggero con 3 grandi professionisti con davvero dei grandi cocktail.
Senza anticipare troppo, hai già qualche idea per vincere ed arrivare alla finale?
Io ho già vinto. Essere tra i 4 finalisti italiani è per me è vanto e orgoglio sia per me ma soprattutto per il progetto che con Massimo stiamo portando avanti in quella piccola perla che è il Torinese.
La in Belgio me la giocherò a pieno, non ho nulla da perdere, e userò le mie carte migliori….
Ovviamente non te le dico😜

Qual’è secondo te il segreto per creare un buon cocktail?
Un buon cocktail deve essere creato con coscienza e preparazione, chi inventa cocktail prendendo 4 bottiglie a caso non ha capito nulla ed è meglio che cambi lavoro. Per creare un cocktail, soprattutto se è signature , ci vogliono mesi e ahimè ! Molti assaggi per trovare il giusto equilibrio.
Diverso invece il discorso per i classici. A mio avviso se ci sono delle ricette codificate , bisogna rispettarle e seguendo poi alcuni accorgimenti di servizio, in particolare il GHIACCIO, ingrediente fondamentale nel drink ma tralasciato da molti purtroppo può cambiare le sorti di un drink e la sua bontà.
E poi bè l‘estro del barman fa il resto, ma sempre con molta umiltà e andando incontro alle esigenze del cliente.
Il tuo cocktail preferito?
Ce se sono molti sinceramente, ma uno li sovrasta tutti.
É il White lady. Un drink che contiene solamente tre ingredienti stupendamente bilanciati. Lo adoro Anche se d’estate cambio genere e vado sul Mojito, cubano ovviamente.
Non ci resta che dire: Buona Fortuna Matteo!
Giulia Livia
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