12.06.2018 Danze, recite, incontri, musica e brindisi nel segno dell’Ulisse. Anche quest’anno il Bloomsday torna a celebrare il protagonista dell’Ulisse, Leopold Bloom, e il suo creatore, lo scrittore irlandese James Joyce, e sopratutto il legame di quest’ultimo con Trieste, città in cui soggiornò a lungo tra il 1904 e il 1920.
Come da tradizione, anche quest’anno le celebrazioni del festival, che si svolgerà da giovedì 14 a domenica 17 giugno, si ispireranno a un capitolo dell’Ulisse: il settimo, intitolato “Eolo. Il giornale” e dedicato al vento effimero della fama.
La manifestazione si aprirà giovedì pomeriggio alla Stazione Rogers, dove, a partire dalle ore 17, Enzo D’Antona, direttore de “Il Piccolo”, Claudio Emè, fotografo e giornalista, e Renzo Crivelli, collaboratore de “Il Sole 24 Ore”, ricostruiranno il periodo in cui Joyce collaborò con lo storico quotidiano triestino, tra il 1907 e il 1912. Alle ore 19 l’appuntamento sarà allo Stadio Grezar, dove verrà inaugurato il nuovo murale dello street artist sardo Skan dedicato allo scrittore irlandese.
Venerdì 15 gli eventi partiranno dal mattino: alle 10, al Museo Sartorio, si terrà la conferenza “Un mondo di…fogli”. Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza presso l’Università di Milano, parlerà della realtà costruita artificialmente attraverso il moltiplicarsi delle notizie (spesso anche irrilevanti) di un giornale. A seguire, Renzo Crivelli in “Ulisse per principianti” parlerà dei ritmi lavorativi della redazione di un giornale descritti nel settimo capitolo del romanzo di Joyce. Nel pomeriggio, in piazza Ponterosso, si terrà, a partire dalle ore 17, Joyce BUSeum, itinerario guidato da Renzo Crivelli nei luoghi in cui Joyce trascorse i suoi anni triestini. Alle ore 18.30, nei portici della Loggia Comunale, andrà in scena lo spettacolo teatrale di Giuliano Zannier “Eolo. Il giornale”: Leopold Bloom, Simon Dedalus e il figlio Stephen…tutti presenti nella redazione del Freeman’s Journal fra aneddoti, ricordi e chiacchiere su Dublino e sulla sua gente.
Alle 19 sarà quindi inaugurata, presso la Sala Veruda, la mostra “Unfolding Ulysses- #7 Aeolus” di Annalisa Metus. Alle 21.30 poi, nel Bastione Rotondo del Castello di San Giusto, si svolgerà lo spettacolo teatrale di Diana Höbel “Love is unhappy when love is away”, ispirato alla raccolta “Chamber Music” di Joyce.
La giornata di sabato si aprirà alle ore 10 con “L’uomo con la macchina da prosa”, conferenza tenuta da Gabriele Frasca dell’Università di Salerno al Museo Sartorio, il cui titolo è chiaramente ispirato al film di Dziga Vertov del 1929, così come i temi. Seguirà il concerto “Three for Trio”, con una serie di brani di Marco Battigelli, Davide Coppola e Giorgio Coslovich ispirati alle opere di Joyce ed eseguiti da Maria Bertòs, Snežana Aćimović e Hiromi Arai. Successivamente sarà proiettato il documentario di David Blake Knox e Kieron J. Walsh “Anjelica Huston on James Joyce: A Shout in the Street”, prodotto per la BBC.
Alle 16 al Museo Revoltella andrà in scena lo spettacolo teatrale di Renzo Crivelli “Il maestro e Cicogno” con la regia di Maurizio Zacchigna. Alle ore 17 ripartirà il Joyce BUSeum, guidato stavolta da Niccolò Coscia.
Al Museo Svevo e Joyce verrà invece inaugurata alle ore 18 la mostra di Greig Stevens “Odyssey. In the Footsteps of Joyce”. Alle ore 20 infine all’Antico Caffè San Marco si svolgerà una tavola rotonda sull’uso umoristico e creativo del dialetto triestino nell’opera di Joyce: Riccardo Cepach ne parlerà con Alessandro Ambrosi, Diego Manna e Laura Pelaschiar.
L’ultima giornata si aprirà con una replica di “Eolo. Il giornale”, in programma alle ore 10 al Museo Sartorio. Successivamente, Pietro Spirito presenterà l’ultimo libro di Renzo Crivelli, “Un amore di Giacomo. Poemetto in prosa di James Joyce nella Trieste di primo Novecento”, storia d’amore con protagonista Giacomo, alter ego di James Joyce, totalmente ambientata a Trieste. Seguirà poi “Esclusivo! Gli appare Dio ma non lo riconosce: Non sapevo chi fosse!”, spettacolo realizzato dagli Stolen Wordz ispirato alla tecnica del poetry slam e all’umorismo joyciano. Alle 16.30 a Palazzo Gopcevich Riccardo Cepach, Cristina Battocletti, Mario Baudino e Alessandro Mezzena Luna discuteranno sull’intreccio di attività letteraria e giornalistica nella vita quotidiana dello scrittore irlandese. Da piazza Ponterosso partirà alle 18.30 il “Cammino di San Giacomo”, un percorso sulle orme del “pellegrino” Joyce tra i vicoli di Città vecchia e il rione di San Giacomo, dove, alle 20.30, i Wooden Legs si esibiranno nel concerto “Reefolo”.
A conclusione, sarà proiettato “The Dead – Gente di Dublino”, film del 1987 diretto da James Houston negli ultimi mesi della sua vita, che rappresenta il testamento artistico del regista.


