5 maggio 2026 – ore 07:00 – L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha comunicato tutti gli ultimi numeri a proposito dei lavoratori temporanei impegnati nello scalo di Trieste e di Monfalcone. I numeri si riferiscono in questo caso ai lavoratori portuali degli Art. 17, secondo i dati 2025 forniti dall’Agenzia per il Lavoro Portuale di Trieste – ALPT e dall’Impresa Alto Adriatico di Monfalcone. In questa cornice i numeri sono positivi, l’andamento dimostra un modello portuale ormai ben rodato che il presidente Marco Consalvo ha voluto simbolicamente consegnare una targa di riconoscimento ai lavoratori degli Art. 17 triestini e bisiachi.
Sul piano occupazionale, nel porto di Trieste si contano 201 dipendenti e 56 lavoratori interinali, mentre nello scalo di Monfalcone il numero dei dipendenti, recentemente autorizzato dal Ministero, è passato da 85 a 107 unità, a cui si aggiungono 18 interinali.
Gli avviamenti complessivi nei due porti, considerando la somma dei turni, passano da 66.700 turni nell’anno 2024 a 72.560 turni nell’anno 2025, e a Monfalcone si osserva una crescita da 18.000 a 23.400 turni, con un incremento del 30%, mentre Trieste mantiene un volume di 49.160 turni rispetto ai 48.700 dell’anno precedente, con un aumento dell’1%. La dinamica della formazione risulta ancora più accentuata, perché i turni complessivi dedicati alla formazione passano da 2.037 nel 2024 a 2.978 nel 2025, con un incremento del 46%, e la previsione per l’anno 2026 supera i 3.900 turni, un dato che indica un investimento continuo sulla qualificazione della mano d’opera portuale. Sul fronte della sicurezza si registra una riduzione delle giornate di lavoro perse per infortuni, che scendono da 1.336 giornate nel 2019 a 568 giornate nel 2025, con un calo del 57%, e si rileva una diminuzione anche rispetto all’anno 2024, quando le giornate perse erano state 679, mentre il confronto con il picco dell’anno 2021, pari a 1.841 giornate, mostra una riduzione superiore ai due terzi del valore registrato in quell’anno.
Il fatturato complessivo del sistema è in crescita e raggiunge nel 2025 i 19,86 milioni di euro, contro i 16,4 milioni del 2024, con un aumento del 21%, e analizzando i singoli scali, Trieste passa da 12 milioni a 13,4 milioni di euro, con un +12%, mentre Monfalcone registra un incremento da 4,4 milioni a 6,46 milioni di euro, pari a un +47%.
“I risultati di ALPT e Alto Adriatico sono solidi e confermano la qualità del lavoro portuale nei nostri scali, grazie alla collaborazione tra imprese, lavoratori, organizzazioni sindacali e Autorità di Sistema. Determinante è anche il contributo delle imprese degli articoli 16 e 18 che hanno generato l’attività necessaria a raggiungere questi traguardi. Ma il dato più significativo è che Trieste e Monfalcone sono un unico sistema, una comunità di lavoratori che cresce in modo coordinato. È questa coesione che consente di coniugare sviluppo e qualità, mantenendo al centro sicurezza, formazione e organizzazione del lavoro”, ha dichiarato Consalvo.
“L’obiettivo per il prossimo biennio è consolidare i risultati raggiunti, proseguendo lungo un percorso che mette al centro il lavoro come fattore competitivo per rafforzare il ruolo dei due porti nelle rotte internazionali”.
Articolo di Zeno Saracino


