“Trieste negli occhi di chi ascolta”: storie individuali protagoniste dei cortometraggi

11.05.2018 | 11.05 – Sarà una serata dedicata ai cortometraggi quella di sabato 12 maggio al Magazzino 26 del Porto Vecchio. Alle 20.30, infatti, gli allievi del corso ‘Tecniche di ripresa, montaggio e diffusione in rete di audiovisivi’ , corso realizzato dell’IRES (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali del Friuli Venezia Giulia Impresa Sociale) presenteranno al pubblico i loro lavori, nell’evento “Trieste negli occhi di chi ascolta: cortometraggi di artisti apprendisti“.

I partecipanti al corso, attraverso creazioni come documentari, fiction e spot, hanno affrontato temi introspettivi, descrivendo vicende individuali che hanno come sfondo la città di Trieste.

Le storie degli altri di Roberto Lo Verde rivela le esperienze dei partecipanti al corso attraverso una creazione dal sapore ‘artigianale’. La Memoria della carne di Sonia Pizzurro, Luca Capua e Federico Palumbo svela la parte migliore della nostra memoria che si trova al di fuori di noi, nello sguardo interrogativo di un bambino o nei refoli di un vento di mare. Quadrilatero di Cristiana Sibenik e Giorgio Canto è un viaggio lungo quarant’anni pieno di energia vitale tra la natura umana e natura urbana nel quartiere residenziale di Rozzol Melara. 44 minuti di Andrea Cerovac proietta frammenti di vita ordinaria sui vetri appannati di un autobus, che scivola da San Giovanni al Timavo attraversando l’altopiano carsico verso il cuore di Trieste. Writers on the storm di Giulia Livia con la collaborazione di Giulio Ciolli è un’intervista che dà voce a chi non ne ha: due artisti le cui vite corrono parallele lungo i binari ai confini della legalità, con spray, pennarelli e pennelli che fungono da strumenti per interpretare le proprie emozioni nei graffiti e nella pittura. Cafè di Massimiliano Maisano celebra una icona internazionale, capace di evocare con il suo profumo l’atmosfera aromatica del tempo che fu. Entropy di Walter Dobrila trasmette invece l’emozione profonda che nasce dalla vulnerabilità e che si esprime nell’artista triestino attraverso la ricerca delle più sottili vibrazioni poetiche poste nel cuore della sua musica.

 

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