«Già da alcuni anni le relazioni del Presidente del Distretto di Corte d’Appello di Trieste, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, tracciano un quadro rassicurante riguardo ai dati statistici sui fenomeni criminali nella nostra regione» afferma Roberto Declich, segretario regionale del Siulp, il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia – quest’anno la relazione certifica “una oggettiva flessione” degli stessi, in particolare per i reati contro il patrimonio, del meno 8,8% rispetto al dato dell’anno precedente». Anche il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello, comparando il trend dei nuovi reati iscritti nel Distretto al resto del Paese, ne registra una diminuzione media del 12%, ben oltre il 9% della media nazionale.
Sono i numeri principali, evidenziati dal Siulp nei giorni che precedono l’ottavo congresso regionale – il più rappresentativo tra i sindacati di polizia a livello nazionale e regionale- previsto per il 6 aprile a Trieste, dal titolo “Sicurezza e responsabilità”. I lavori saranno avviati dalla relazione di Roberto Declich, a cui seguiranno il saluto dei rappresentanti istituzionali e degli invitati, il dibattito e le conclusioni del segretario nazionale del SIULP Felice Romano.
«Ci è parso il titolo più appropriato- continua Declich- pensato quando la polemica politica sul tema sicurezza era ai massimi livelli, nel pieno della recente campagna elettorale. La sicurezza innanzitutto perché è un valore cardine sul quale edificare una società moderna, capace di garantire la libertà e la dignità delle persone, condizione essenziale per un corretto sviluppo economico e per il benessere della nazione».
Una “sicurezza sociale” che non si fonde esclusivamente sulla tutela dell’ordine pubblico ma anche su politiche in grado di rimuovere gli “ostacoli di ordine economico e sociale”, origine di diseguaglianze e disagio, così come dettato dall’art. 3 della nostra Costituzione.
«Anche episodi di micro-criminalità possono assumere particolare rilevanza, specialmente quando essi esprimono segnali di disagio in realtà degradate quali le periferie urbane, nell’ambito delle quali la convivenza civile viene posta a rischio quotidianamente dal progressivo deterioramento dei rapporti sociali e dalla pesantezza dei giorni, alimentata da disuguaglianze».
Quello descritto da Declich è quindi un poliziotto artefice di una sicurezza partecipata, al fianco dei cittadini. E per questo sottolinea la differenza tra “politiche di rassicurazione” e “politiche di sicurezza”. «Queste ultime si concentrano sull’ammodernamento dei metodi d’impiego delle forze di polizia e sull’efficienza della loro struttura organizzativa, allo scopo di garantire in termini concreti ed efficaci la sicurezza dei cittadini, mentre le prime si limitano a far credere che la sicurezza sia garantita, allo scopo contingente di tranquillizzare l’opinione pubblica».
Il congresso accenderà un faro anche sui numerosi segnali di infiltrazione e di insediamento mafiosi nelle attività produttive, legate al modello della piccola-media impresa del nord-est.
Per quando riguarda il tema migranti, il SIULP da sempre non condivide l’equazione “immigrazione uguale illegalità” e per questo ritiene che il problema non possa essere affrontato esclusivamente in chiave repressiva.
«Esiste un’etica del dovere e dell’accoglienza nei confronti di persone deboli, giunte nel nostro Paese in stato di bisogno per fuggire da una povertà devastante e da prospettive di vita drammatiche», conclude Declich.
All’evento, che si svolgerà all’Hotel Savoia Excelsior a partire dalle ore 10.00, saranno presenti autorità civili e militari, confederazioni sindacali ed esponenti politici locali e regionali.


