Il corteo triestino del collettivo femminista NonUnaDiMeno, in occasione dell’otto marzo, ha coinvolto anche quest’anno centinaia di persone. Lo manifestazione globale, mossa da uno sciopero rivolto anche ai sindacati italiani per protestare contro la violenza di genere, ha attraversato la città da Largo Barriera a Piazza della Borsa. “Come atto simbolico- hanno commentato le organizzatrici- abbiamo affisso del cartelli temporanei per rinominare le strade della città: Largo Barriera è diventato Largo Noborders, via Roma è diventato via Rosa Parks”.
Sul territorio nazionale, da Venezia a Napoli, da Brescia a Roma, con il supporto dei sindacati Usb, Slai Cobas, Usi e Usi-Ait, in migliaia, tra donne e uomini, hanno invaso le piazze e le strade per richiedere a gran voce l’uguaglianza economica e per contrastare gli abusi sulle donne.

“Rivendichiamo- si legge tra le motivazioni dello sciopero- un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sui nostri corpi e sulle nostre vite, vogliamo essere libere di muoverci e di restare contro la violenza del razzismo istituzionale e dei confini”.
Le proposte di NonUnaDiMeno a Trieste non finiscono qui. Appuntamento martedì 13 marzo alle ore 20 al Knulp, dove sarà presentato il “piano antiviolenza”, esito del percorso dell’ultimo anno di lotte.


