22/02/2018 13:55 In mostra 8 artisti contemporanei della scena artistica triestina che raccontano un mare vissuto come momento di meditazione e specchio in cui riflettersi, ma anche come luogo di incontro fra genti e culture -soprattutto in questi tempi di nuove rotte e geografie umane-, e infine -anche nei lavori che esplorano il mare da un punto di visto più evocativo, fisico o emotivo- come esperienza intima e universale al tempo stesso.
“Il mare non lo scopriamo da soli e non lo guardiamo solo con i nostri occhi. Lo vediamo anche come lo hanno guardato gli altri, nelle immagini e nei racconti che ci hanno lasciato: veniamo a conoscerlo e lo riconosciamo al tempo stesso”
Come ha magistralmente sintetizzato Predrag Matvejević in questa sua celebre citazione.
Aprirà il 27 febbraio alle ore 19:00 presso la Match Gallery di Ljubljana la mostra a cura di Jani Pirnat e Massimo Premuda.
E’ possibile prenotare e partecipare alla visita guidata il 20 febbraio alle re 17:00.
Ogni artista possiede la sua propria interpretazione del mare: tre lavori lo raccontano come luogo di incontro e scambio.
L’esposizione si apre proprio con un omaggio al grande scrittore croato a un anno dalla scomparsa, con l’installazione sonora “Polifonia mediterranea” di Mila Lazić in cui 13 persone diverse leggono, ognuna nella propria lingua, “Breviario mediterraneo”, il più famoso e tradotto libro dell’autore, in una vera e propria moltitudine di voci che fluttuano come le onde del mare.
“MarePlurale” di Elio Germani, tratta invece temi molto attuali e “spigolosi”. La sua opera è composta da un enorme fotomosaico realizzato con una serie infinita di foto scattate dai rifugiati e richiedenti asilo, in cui i ritratti di triestini, turisti e nuovi cittadini si mescolano sulle rive della città andando a creare tutti assieme l’immagine di un grande mare condiviso e convissuto.

L’ultimo artista che ha interpretato il nostro mare come luogo d’incontro è Fabrizio Giraldi con la sua opera“Port of Trieste” . Un reportage molto asciutto sul porto industriale della città i cui unici protagonisti sono merci, camion, container e navi che raccontano degli scambi internazionali della città con il resto del mondo e di una parte della città di cui tutti parlano, ma che in realtà nessuno conosce.
Passiamo poi a coloro che hanno deciso di tradurre il mare in percezione:
“Mare strabico” , video-installazione di Emanuela Marassi (allieva e assistente di Avgust Černigoj) fa vivere l’esperienza di “sentire il mare” con un’opera interattiva, dove avvicinando l’occhio-orecchio a due grandi conchiglie bianche in cui due piccoli video con l’immagine della superficie del mare producono in noi uno strano effetto visivo che dà il “maldimare”.
Si mette poi alla prova la nostra empatia con gli altri con un altra l’installazione interattiva “Emotional resonance” di Claudia Livia. L’opera crea una sorta di esperienza emozionale, il pubblico è invitato a interagire con l’opera che sintonizza il ritmo di caduta di gocce d’acqua con il battito cardiaco dello spettatore e lo armonizza a quello degli altri fruitori.

Per terminare il tema “percezione”, l’intervento video “Gibigiana” di Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz che, con un approccio pittorico di costruzione di nuove immagini in movimento, ricrea sul soffitto dello spazio con diversi proiettori, come in un patchwork, il riflesso della luce solare sulla superficie del mare, proprio come lo scherzo tanto amato dai bambini di giocare con i riflessi di specchi, vetri e cristalli.
“Sirene Fluide” di Nina Alexopoulou e Nika Furlani conclude la mostra.
Si tratta di una collaborazione artistica tra performer e fotografa professionista. Una rielaborazione contemporanea del nudo classico attraverso l’utilizzo dell’episcopio per proiettare live sul corpo della performer veri pesci, molluschi e crostacei, ci parla del mito delle sirene viste come ibride creature marine dall’identità fluida, partendo così dalla mitologia e dalle chimere, si approda infine alle dive moderne e alle questioni di genere contemporanee.
DA NON PERDERE il 29 marzo la performance live “sirene fluide”, alle ore 19:00

Per chi adora le gite fuori porta nel week end è assolutamente consigliato fare un viaggio verso la città di Lubiana. Magnifica con questo tempo invernale ed ora in parte triestina.
Giulia Livia
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