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venerdì, 9 Dicembre 2022

“L’attesa del piacere è il piacere”: a tu per tu con la Mistress

16.02.2022 – 10.00 – Padrona, proprietaria, dominatrice sono alcuni dei termini proposti dal vocabolario per definire “Mistress“. Entriamo quindi in uno dei grandi tabù del mondo della sessualità: la dominazione. In questo campo la Mistress è una donna che interpreta un ruolo dominante nei confronti di un altra persona: le pratiche sono tra le più svariate e solitamente coinvolgono la dominazione fisica, sessuale, e in un certo senso anche “mentale”. Proprio perché coinvolge significativamente anche quest’ultima sfera, oltre che essere fondamentali le volontà e fantasie di entrambi, il rapporto dominatrice/dominato è più facile si sviluppi in modo “spontaneo” tra due persone che hanno già tra loro una grande complicità, fiducia e conoscenza reciproca. Ne parliamo “a tu per tu” con Alexia (nome di fantasia), Mistress nella coppia, con cui esploriamo una piccola parte di questo vastissimo mondo: la dominazione all’interno della relazione.

Partiamo dalle basi: chi è la Mistress? 

“Potremmo definirla la detentrice e in un certo senso anche la guida verso il piacere sessuale dell’altra persona. La Mistress è a tutti gli effetti colei che detiene la chiave del piacere dell’altro, colei che decide quando e come questo potrà manifestarsi”.

E l’altro/a chi è all’interno della relazione?

“L’altro/a, il dominato o la dominata, prova piacere nell’attesa stessa del piacere, che deve però meritare quando sarà la sua dominatrice a decidere di concederglielo. Si tratta a tutti gli effetti di un gioco, talvolta molto lungo, con regole e limiti ben definiti, in un continuo equilibrio tra attesa, desiderio, la provocazione di quest’ultimo e il raggiungimento del piacere sessuale”.

Cosa intendi esattamente quando parli di “provare piacere nell’attesa del piacere”?

“Quando ci si approccia a questa pratica bisogna tenere bene a mente che l’orgasmo non c’è. O meglio, è una concessione che il dominatore fa al dominato. Quindi non si tratta solamente del puro e semplice atto sessuale, è qualcosa di molto più mentale, psicologico. In un rapporto sessuale che potremmo definire ‘tipico’ il non avere un orgasmo è considerato un difetto, nella relazione Mistress-dominato invece non deve proprio esserci, per un po’ ovviamente”.

Nel tuo caso parliamo di donna-dominatrice/uomo-dominato. Quali sono le basi indispensabili per creare un rapporto di questo tipo?

“Innanzitutto, vi deve essere estrema fiducia reciproca e bisogna parlare, come d’altronde in tutto ciò che riguarda la sfera sessuale. Fondamentale è che ci sia la complicità e la volontà di entrambi: da una parte quella di dominare il partner, dall’altra quella di essere dominato. Da lì, si può iniziare a sperimentare, decidendo regole e limiti; poi, è chiaro che in generale deve far parte delle fantasie sessuali di entrambi. Non va comunque dimenticato che ogni persona scatena in noi istinti diversi, verso alcuni potremmo provare il desiderio di dominare, verso altri no. Come normalmente accade in tutto ciò che riguarda la sfera sessuale: è semplicemente una questione di gusti”.

Cosa ci dici della cosiddetta “safe word”? 

“La safe word è fondamentale, perché serve a proteggere il dominato, ma solitamente la si usa quando si parla di Mistress per professione, e non è il mio caso. Se la pratica avviene all’interno di una coppia, o comunque tra due persone che si conoscono molto bene, quindi dove c’è un anche rapporto intimo e sentimentale, più che l’utilizzo di una parola di sicurezza, che si può usare se ci si sente più tranquilli, è indispensabile che si instauri un dialogo dove l’uno percepisce i desideri ma anche i limiti dell’altro. In ogni caso sia dall’una che dall’altra parte il gioco può essere interrotto in qualsiasi momento”.

Da dove partire quindi?

“Si può iniziare con una semplice detenzione del piacere: in poche parole, il dominatore decide quando il dominato potrà raggiungere l’orgasmo. Il gioco della privazione del piacere può durare giorni, settimane, o anche mesi. Un classico sono poi i costrittori per gli uomini, di cui la Mistress conserva la chiave: una sorta di ‘gabbia’ per il pene talvolta munito di un anello che premendo e sfregando sulla parte esterna della prostata provoca piacere nell’uomo, da indossare anche per giorni”.

Qual è la pratica più “classica”?

“Indubbiamente la venerazione: l’uomo si inginocchia davanti alla donna e inizia a leccarle i piedi partendo dalle scarpe; e lui al contempo gode nel venerare la sua dominatrice. Un altro grande classico sono poi le punizioni, ad esempio gli si può far contare le frustate; o ancora, il dare ordini, farsi servire. Poi quasi sempre c’è la penetrazione dell’uomo, ma dipende sempre dalle regole e i confini che si sono stabiliti: per dare l’idea, tra le varie pratiche, si va fino all’utilizzo di strumenti simili ad aghi, lunghi e sottili da infilare nel pene”.

Sono ammesse richieste da parte del dominato? 

“Le richieste sono ammesse, ma di solito hanno come conseguenza una punizione da parte della Mistress. Ed è proprio qui il punto: il dominato lo chiede apposta, perché desidera essere punito”.

E la Mistress può avere un orgasmo? 

“Sì, ma non dovrà mai far vedere che lo desidera, sarebbe un segno di ‘debolezza’ per il suo dominato”.

In base alla tua esperienza, ci sono delle personalità più predisposte alla dominazione? 

“Io credo ogni persona nasca con un suo personalissimo ‘nucleo’ sessuale. Ma come sempre tutto inizia quando si sperimenta e ci si sente liberi nel farlo. Se poi proprio vogliamo ‘inquadrare’ una tipologia di dominati tante volte, ma non è ovviamente una regola, sono donne e uomini che nella vita hanno al contrario molto potere o responsabilità e quindi nell’atto sessuale preferiscono che sia qualcun altro ad avere il controllo”.

Dominato e dominatrice posso scambiarsi i ruoli? 

“Generalmente no, chi domina rimane dominatore e viceversa, chi è sottomesso rimane il dominato. Ma nulla è vietato.”

Come capire quando si supera il limite?

“Quando diventa pura violenza, quando si gode per il dolore inflitto e ti accorgi che non smetti. Lì vuol dire che si è superato il limite del gioco, perché rompi il momento e viene a mancare la complicità con l’altro che è invece fondamentale”.

Il “tipico” abbigliamento della Mistress?

“La calze a rete e il tacco sono ormai un segno distintivo, fondamentale poi è anche l’abbigliamento in latex, che è più piacevole da leccare”.

Come la si riconosce “da fuori”?

Spesso ha una chiave legata al collo…

di Manuela Gallo 

 

 

 

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