09/02/2018 18:50 Sono stati ieri i funerali di Egidio Tarantola Peloni, il patron dell’amaro Braulio scomparso a 75 anni dopo un’esistenza tutta legata alla sua Bormio, nella provincia di Sondrio, in Lombardia.
A legarlo alla famosa bevanda una tradizione famigliare iniziata nel 1826.
La ricetta originale è stata una creazione di Francesco Peloni, figlio del farmacista del paese, che si è conservata attraverso i decenni fino al 1875, quando poi iniziò la produzione su più ampia scala di quello che è uno dei migliori amari italiani.

Il Braulio è composto da una base di Genziana, Assenzio, Ginepro e Achillea Moscata e altre erbe segrete che vengono tipicamente pestate, un’eredità dell’era della lavorazione con il mortaio. L’amaro — oggi acquisito da Campari — prende il nome da uno dei monti che circondano la conca di Bormio.
Egidio Tarantola Peloni lascia la moglie Valeria e i figli Edoardo, Attilio e Francesco. Al funerale l’imprenditore è stato ricordato dal sindaco di Bormio, Roberto Volpato: «Egidio Tarantola ha fatto tantissimo per molte persone, sempre in forma schiva, senza mai cercare il protagonismo, lontano dal desiderio di apparire. Era una persona mossa da un affetto sincero verso il territorio e verso la sua popolazione».
Giulia Livia
(Riproduzione Riservata)


