Accusa di maltrattamenti nei confronti di minori: domiciliari per il presidente di una “Comunità famiglia Onlus”

26.2.18 | 15.40 – La Procura della Repubblica di Trieste, al termine di articolate indagini svolte dalla Squadra Mobile, ha disposto – in esecuzione di un’ordinanza emessa dal G.I.P. di Trieste – la custodia cautelare presso l’abitazione, del presidente della comunità famiglia Onlus – “La Fonte” di Prosecco.

Molto pesanti le accuse contestate, le indagini avviate lo scorso anno hanno esaminato un arco temporale che parte dal settembre 2013.

Tra le accuse mosse dalla Procura all’arrestato ci sarebbero: il maltrattamento aggravato nei confronti dei minori ospiti della comunità (dall’ottobre 2015 al settembre 2017); atti sessuali tentati con un minorenne e – nei tre anni compresi tra il settembre 2013 e il dicembre 2016 – atti persecutori a danno della ex direttrice della struttura.

Le complesse indagini – informa la Questura – si sono basate sull’ascolto di molteplici testimoni oltre che sull’esame della copiosa documentazione acquisita.
La polizia giudiziaria ha ricostruito le condotte contestate all’indagato, procedendo, oltre che all’esame degli atti, anche ad interrogare circa ottanta tra testi e presunte vittime, individuati tra dipendenti, ex dipendenti e collaboratori della struttura, nonché tra i minorenni stranieri non accompagnati provenienti da Kosovo, Albania, Pakistan, Afghanistan e Bangladesh.

L’attività investigativa ha consentito di rilevare l’esistenza di ripetuti comportamenti anomali, posti in essere dall’indagato nei confronti degli ospiti stranieri minori non accompagnati e di altri soggetti.
Sarebbe emerso come l’indagato – già dal 2015 – in più circostanze, avesse utilizzato delle frasi ingiuriose e a sfondo razziale e denigratorio nei confronti di diversi minori stranieri ospitati, incutendo in loro timore sotto la minaccia del rimpatrio.
Le ingiurie sarebbero state proferite con tono aggressivo ed a voce molto alta, accompagnate da gesti offesivi.
I comportamenti offensivi della dignità personale si sarebbero spinti fino all’offerta di denaro ad un minore in cambio di prestazioni sessuali.

Le molestie sarebbero avvenute anche nel refettorio durante la consumazione dei pasti fino ad arrivare a mimare atti sessuali con il cibo; in altre circostanze gli ospiti sarebbero stati infastiditi all’interno delle loro stanze, con domande esplicite sulle abitudini sessuali o tentando un approccio fisico.
Dagli accertamenti effettuati a riscontro delle dichiarazioni testimoniali, è stato anche verificato come l’indagato abbia costretto il personale deputato alla somministrazione dei pasti a servire agli ospiti della strutture anche alimenti scaduti e, talvolta, differenti da quelli riportati nei menù giornalieri; per altro – dal 2015 al 2017 – sono state contestate più violazioni da parte dei competenti uffici sanitari di Trieste in ordine al rinvenimento di cibi scaduti o mal conservati.

Sarebbe stato documentato come l’indagato avrebbe tenuto una condotta vessatoria nei confronti di molti operatori della struttura e, soprattutto, nei confronti dell’ex direttrice, causando alla stessa uno stato d’ansia tale da dover fare ricorso a cure mediche.

L’arrestato, dopo le formalità di rito, è


a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

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