26.7.17 | 22.30 – Il Consiglio comunale ha votato l’altro ieri le variazioni del regolamento sulla “Movida”, ma la maggioranza ha fatto propria una mozione presentata dalla Lega che modifica in maniera sostanziale alcuni aspetti rilevanti del testo originale votato dalla Giunta, frutto del lavoro di mediazione, durato circa un anno, dell’assessore Giorgi, con i rappresentanti degli esercenti dei locali pubblici e i comitati dei cittadini.
Il Sindaco e la maggioranza hanno fatto proprio l’emendamento presentato dal consigliere Michele Claudio della Lega che prevede un anticipo di 30 minuti della cessazione delle attività musicali svolte all’esterno.
“L’attività musicale – scrive l’emendamento – svolta all’esterno del pubblico esercizio o del locale di pubblico spettacolo, è consentita da domenica a giovedì fino alle 22.30. Nelle giornate di venerdì, sabato e prefestivi infrasettimanali tale attività è consentita fino alle 23.30”.
La modifica rispetto al testo concordato con l’Assessore ha scatenato ovviamente la protesta degli esercenti della Fipe che hanno affidato la loro reazione ad una nota a firma di Bruno Vesnaver, presidente della Fipe Trieste e Marco Segina, consigliere direttivo dell’associazione con delega alla Movida.
“In una città turistica – recita il testo – far chiudere la musica alle 22.30 e alle 23.30 nel fine settimana, rinunciando invece ad incidere su azioni di controllo mirate e efficaci ha dell’assurdo. Questo provvedimento, tra l’altro, non comporterà alcun giovamento per i cittadini che malauguratamente abitano vicino a esercenti che poco professionalmente non rispettano le regole.
Il colpo di coda della Lega e del Sindaco (unici soddisfatti di questo inutile provvedimento) hanno vanificato un anno di lavoro dell’assessore Lorenzo Giorgi, della Terza Commissione e il proficuo confronto tra esercenti e comitati dei cittadini.
L’orario non è mai stato un problema mentre esercenti e cittadini hanno sempre evidenziato l’esigenza di una maggior presenza delle forze di Polizia, di controlli e di strumenti che attestino in modo tecnico e non “a orecchio” le violazioni. Non si capisce chi si sia voluto accontentare… Così facendo si fa finta di risolvere il problema lasciandolo, di fatto, praticamente intatto. E scontentando tutti.
“La cittadinanza voleva più controlli – ci ha spiegato Marco Segina – e che fosse chiaramente indicata la responsabilità dei singoli che creano disturbo. Tutte le discussioni fatte in questo anno sono state disattese e l’unica categoria “mazziata” continua ad essere quella degli esercenti.
Gli esercizi pubblici sono una delle poche categorie che sostengono l’economia e il turismo. Il turismo senza pubblici esercizi non sta in piedi. I turisti mangiano e bevono nei locali pubblici.
I dati occupazionali parlano chiaro, i pubblici esercizi sono il comparto più importante e solido per il commercio.

Il messaggio per i giovani ma anche per chi ha investito centinaia di migliaia di euro per un locale dando lavoro soprattutto a molti ragazzi, è invece ben chiaro: questa continua ad essere la città dell’assurdo e del “no se pol”. Un regolamento di fatto incompatibile con la vocazione turistica tanto millantata dalla maggioranza; che ha disatteso tutti gli accordi e le mediazioni fatte nell’anno appena passato.
Eravamo riusciti tramite Fipe Trieste ed il “Comitato Trieste viva” a mediare, incontrandoci con i residenti ed i loro comitati per arrivare ad una bozza che accontentava in parte tutti, nell’ottica del “do ut des”… invece hanno preferito buttar via il bambino con l’acqua sporca.
Un anno intero per portare un regolamento che non risolve nessun problema ma che peggiora e penalizza solo chi ha voglia di intrattenere ed essere intrattenuto.
Sanzioni a quattro zeri per gli esercizi che osassero festeggiare un compleanno a mezzanotte ( e per la ferriera scena muta). Si assiste ora ad uno scarica barile indegno.
Niente più vetro dopo mezzanotte e mezza…nemmeno con servizio al tavolo nei dehors. In pratica il “Bellavista” che va di moda tra i triestini dovrà essere bevuto nel bicchiere di plastica.
Niente musica prima delle 9 di mattina, nella pausa pranzo per il riposino per gli anziani e niente musica dopo le 22 e 30 nei giorni feriali, mentre per i festivi (eccezion fatta per alcune deroghe) addirittura le 23 e 30!
A Trieste non è mai stato fatto un piano di zonizzazione acustica – continua Segina – si vuole trattare ed equiparare il centro storico con le aree residenziali, questo non è possibile perché il centro storico e le sue bellezze, devono poter essere sfruttate a scopo turistico, perché il turismo porta denaro e occupazione”.
Dobbiamo sfruttare le opportunità che ci offre il turismo e il porto, ma questo regolamento peggiora decisamente le condizioni di lavoro di chi lavora per il turismo” – conclude.
(foto di Alice Rotelli)


