10.11.16| 15.52- L’assessore ai Servizi e Politiche Sociali Carlo Grilli ha oggi fatto il punto sulla questione, assai dibattuta, dell’accoglienza dei minori non accompagnati. La Legge Regionale 6/2006 obbliga il Comune all’accoglienza, dando i fondi per integrare la quota dei 45 euro pro capite al giorno erogati dal Ministero dell’Interno. Questa spesa sostenuta dagli Enti Locali è poi rimborsata dalla Regione: al 100% per i Comuni al di sotto dei 15mila abitanti, all’80% per tutti gli altri. Il Comune di Trieste, afferma l’Ufficio Stampa del Sindaco, per il 2016 ha in carico 250mila euro.
A una conferenza stampa sul tema, l’assessore Grilli ha avvertito che si tratta di “una spesa che rischia di aumentare sempre di più, considerato il costante aumento dei flussi di minori stranieri non accompagnati negli ultimi anni, se la Regione non interviene con una regolamentazione dei servizi che devono essere erogati e delle corrispondenti tariffe da parte delle comunità che accolgono i minori”.
Sembra che la richiesta alla Regione di legiferare sull’argomento sia già stata fatta, ma senza avere risposta: “Una situazione particolarmente critica – ha sottolineato Grilli – di cui mi sono preoccupato fin dal mio insediamento, informando subito l’assessore regionale competente nel corso di un incontro e poi inviando una lettera alla Regione, in data 11 luglio, per sollecitare formalmente la necessaria regolamentazione sulle modalità di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, target ben differente per esigenze e necessità rispetto ai minori (abbandonati o senza patria potestà) seguiti dal Comune nelle varie strutture (secondo il DPGR, decreto regionale 083 del 1990). Ma a tutt’oggi non ho avuto alcun riscontro da parte della Regione.”
Il Comune non sembra pertanto intenzionato a elargire i fondi “in più” necessari oltre ai 45 euro “nazionali”: “annuncio che il Comune non corrisponderà più la spesa finora sostenuta, bensì compenserà le strutture con i 45 euro giornalieri, come previsto dalla normativa nazionale. Non è eticamente accettabile che le tariffe possano variare, per lo stesso servizio, dai 70 ai 100 euro al giorno a persona”.
I minori stranieri non accompagnati sono al momento 108, provenienti da un ampio spettro di paesi, dall’Afghanistan, Iraq, Gambia, Tchad. La maggior parte proviene dal Bangladesh e dal Kossovo. Il comunicato dell’Ufficio Stampa giustifica pertanto il taglio dei finanziamenti con il fatto che siano “Paesi non in guerra” e che siano ormai adulti, perchè “di età superiore ai 16 anni”.
L’assessore ritiene infatti che il taglio alle sovvenzioni permetterà una migliore assistenza ai cittadini: “I 250mila euro impropriamente confluiti nell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati intendo d’ora in poi utilizzarli per soddisfare le liste di attesa del Fondo Autonomia Possibile, per rispondere così ai cittadini con disabilità o alle persone anziane che hanno bisogni prioritari di assistenza e sostegno.”



