10.11.16| 14.50- Un appuntamento nel nome di Ferruccio Busoni per il “Lunedì dello Schmidl” alla sala “Bobi Bazlen” di Palazzo Gopcevich, alle 17.30 di questo 14 novembre. Al grande pianista e compositore, triestino da parte di madre e per formazione, il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” aveva già dedicato una settimana di iniziative per festeggiarne il centocinquantesimo compleanno, in una festa ‘corale’ organizzata assieme al Conservatorio “Tartini”, all’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia, al Teatro Verdi e a tanti altri enti.
La lezione musicale e teatrale di Ferruccio Busoni, assieme alla sua triestinità, tornano ora a risuonare tra le pareti dello “Schmidl” in questo appuntamento dedicato a due nuove pubblicazioni dalla casa editrice Ibiskos Risolo. I due libri saranno al centro di una doppia presentazione, introdotta da Stefano Bianchi, Conservatore dello “Schmidl”, coordinata dalla giornalista Marina Silvestri e di cui saranno protagonisti i rispettivi autori.
«La città delle reminiscenze. Ferruccio Busoni: Gli angeli e i demoni di Trieste» è scritto a quattro mani da Renzo e Daniela Mosetti. Firmato da un fisico, direttore di ricerca dell’OGS, appassionato cultore di musica e da una giornalista pubblicista, il libro da un lato scandaglia le suggestioni intellettuali trasmesse dalla città negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, dall’altro ricostruisce l’immagine e il giudizio sulla città maturati nella prospettiva della vita e delle altre realtà in cui Busoni vivrà. Come Zurigo è la città del rifugio, Parigi la città della luce, Berlino dell’oscurità e Vienna la città della delusione, Trieste è la città di ricordi difficili da dominare perché si presentano alla memoria non chiamati e lancinanti. Il testo si sofferma sulla gestazione delle opere «Arlecchino« e «Faust». La presentazione del libro è affidata all’architetto empolese Silvano Salvadori, docente di Storia dell’Arte, scultore, pittore e Dirigente scolastico, collaboratore della Fondazione Busoni di Empoli e a sua volta autore – assieme a alla germanista toscana Monica Zefferi – del libro «Arlecchino – ovvero si riapra il sipario!» in cui il progetto operistico di Ferruccio Busoni viene esaminato in parallelo con l’opera grafica del figlio Raffaello.
L’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.



