26.7.2016 | 13.48 – Connessione tra operatori economici del settore della ristorazione e organizzazioni di stampo camorristico e riciclaggio di somme provenienti da attività illegali mediante l’intestazione fittizia di quote societarie a prestanome. Queste le accuse pesantissime che oggi hanno portato la Guardia di Finanza di Trieste e i Carabinieri del Nucleo investigativo di Udine a mettere in atto una serie di perquisizioni a Trieste e a Udine (oltre che a Verona, Napoli e Milano) nell’ambito di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste. Riciclaggio di denaro sporco in favore della criminalità organizzata campana.
Su delega del Procuratore della Repubblica di Trieste Carlo Mastelloni e del sostituto Federico Frezza – sono state perquisite pizzerie, ristoranti, sedi societarie e appartamenti e sono stati avviati accertamenti su 150 conti correnti bancari. Secondo le indagini è emersa una connessione tra operatori economici del settore della ristorazione e organizzazioni di stampo camorristico, realizzata mediante l’illecita movimentazione di ingenti flussi finanziari investiti con modalità poco chiare e anonime. Tra gli indagati un gestore di diverse attività economiche a Trieste, intestate a prestanome.
Netto il commento Procuratore capo di Trieste, Carlo Mastelloni (nella foto di copertina): «È possibile realisticamente ritenere che anche il tessuto economico del Friuli Venezia Giulia non possa più considerarsi immune da tentativi compiuti di infiltrazioni della camorra».


