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sabato, 3 Dicembre 2022

SEGNALAZIONE: ” Disagi” al Meeting internazionale di nuoto – Città di Lignano”

3.5.16 | 13.45 – Riceviamo da una nostra lettrice questa segnalazione in merito alla partecipazione al Meeting di nuoto – Citta di Lignano.

“Nel ponte del 25 aprile, mio figlio ha partecipato all’XI Meeting Città di Lignano, meeting internazionale di nuoto, svoltosi presso la piscina olimpica del villaggio EFA-Getur di Lignano Sabbiadoro.

Premetto che è il secondo anno di partecipazione per noi (la società di mio figlio, la Rari Nantes Trieste partecipa al Meeting da diversi anni) e che per i ragazzi è sempre un piacere poter fare queste esperienze, così come per le famiglie seguirli e cogliere l’occasione per un breve soggiorno a Lignano .

Quest’anno però abbiamo trovato una spiacevole sorpresa: all’ingresso infatti, veniva richiesto il pagamento di un biglietto giornaliero di 5 euro a persona; se consideriamo una famiglia media di 2 adulti e due figli, significa che, per assistere a 3 giorni di gare, si dovessero spendere 45 euro oltre ciò che già si paga per l’iscrizione, i pernottamenti, senza parlare dell’indotto che viene portato nelle località dove si svolgono le gare.

Negli ultimi anni ho seguito mio figlio in diverse trasferte sia in Italia che all’estero e non mi è mai stato richiesto il pagamento di un ingresso per assistere alle gare!

Questo fantomatico “ingresso”, non era tanto per la piscina, quanto per il “villaggio”, anche se si può immaginare che chi volesse entrare era interessato a vedere i propri figli e non a vagare nella pineta del villaggio.
Inoltre, all’interno della piscina il posto a sedere non era affatto garantito, ma la cosa che ancor di più ci ha stupiti è stato sentire lo speaker ufficiale chiedere ai genitori che avevano già assistito alla gara del proprio figlio, di lasciare il posto agli altri.

Gli atleti partecipanti erano quasi 900 e anche per loro non c’era proprio lo spazio adatto e necessario, tanto che molti hanno occupato appunto gli spalti.

Anche in questo caso è stato loro richiesto di andare nella palestra al piano superiore, in attesa delle gare, ma ovviamente ragazzi minorenni, la cui responsabilità ricade su chi li accompagna, non possono allontanarsi da soli.
Le piscine sono tutte calde, ma in questo caso l’aria era davvero irrespirabile, tanto che io stessa, che solitamente seguo tutte le gare, sono rimasta solo per la prova di mio figlio.image

Oltre ai 5 euro di ingresso, erano richiesti 6 euro per la starting list (la si poteva trovare on line e l’anno scorso costava 5 euro, già un’enormità, in un anno in cui l’inflazione è a zero, aumentiamo il costo del 20%? ), senza contare gli 8 euro richiesti per ogni fotografia!

Ciò che è più sconvolgente inoltre è che questo stop all’ingresso, non è stato costante, domenica pomeriggio (io non c’ero) non era più richiesto il biglietto e lunedì (unico giorno senza pioggia) addirittura porte aperte anche per l’ingresso automobili.

E’ chiaro che, a maggior ragione, chi diligentemente ha pagato l’ingresso richiesto si è sentito preso in giro due volte (sul totale delle famiglie presenti, stante le informazioni scambiate con molti altri genitori, almeno la metà aveva regolarmente pagato questi 5 euro. Parliamo di quasi 900 atleti, mettiamo in conto che “solo” 200 famiglie abbiano pagato e i conti son presto fatti.

Dispiace vedere che si voglia in qualche modo lucrare e approfittarsi di famiglie che per seguire i figli già compiono molti sacrifici; dispiace maggiormente perché Lignano è una località dove torniamo sempre volentieri e tutto questo non giova nel complesso all’immagine turistica.

Ho avuto modo di scambiare opinioni con molte delle famiglie presenti e provenienti da tutta Italia e tutti erano indignati.

Ci auguriamo che l’organizzazione voglia tenerne conto per le prossime edizioni”.

Sabrina Okretich (anche a nome degli altri genitori della Rari Nantes presenti)

Gli organizzatori dell’evento (Gesport Lignano e G Udine) da noi contattati, non hanno voluto commentare né tantomeno ribattere alla segnalazione, ” ci duole – hanno scritto – ma rispettiamo quanto lecitamente espresso dalla Sig.ra Sabrina”.

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