6.5.2016 | 6.00 – Chi lo ricorda perché l’ha vissuto sulla propria pelle, rivive quel giorno con grande angoscia. Paura. Chi, al contrario, non può riportarlo alla mente per ovvi motivi generazionali – pensiamo ai più giovani – può provare a ripercorrerlo sulle pagine dei giornali. Foto e immagini che hanno immortalato quella tragica sera di quarant’anni fa. Era il 6 maggio del 1976.
Alle 21 e 06 minuti una scossa di magnitudo 6,4 faceva tremare la terra in Friuli. E non solo. Il sisma interessò infatti quasi 120 comuni delle province di Udine e Pordenone; interi paesi quali Gemona, Bordano, Osoppo e Venzone (ma sono solo alcuni dei tanti) vennero dilaniati e letteralmente rasi al suolo. Cancellati da una furia cieca e spietata.
Si trattò di una delle sequenze sismiche più forti e devastanti del Novecento in tutto il Paese. Il terremoto venne avvertito in tutta l’Italia centro-settentrionale e in Austria, Svizzera, Slovacchia e Repubblica Ceca. Ma anche in Germania e parte della Francia. In totale le vittime furono più di 900; 3mila i feriti. L’evento sismico distrusse migliaia di abitazioni, lasciando oltre 50mila persone senza casa. Senza un tetto sotto al quale ripararsi. Danni più lievi furono registrati a Trieste e Gorizia. Ma la furia del sisma non graziò nemmeno il Veneto e la Slovenia.
Sono 103 gli eventi organizzati – da maggio fino a settembre – per ricordare l’Orcolat (il mostruoso essere che la tradizione popolare indica quale causa dei terremoti in Friuli). Iniziative «per declinare il Modello Friuli di ricostruzione e rinascita dalla macerie del sisma nell’attualità e interpretarlo nel futuro, investendo sulla formazione e sulla prevenzione».
L’intero programma messo a punto dalla Regione assieme a Protezione civile, direzioni regionali della Cultura e delle Infrastrutture, è stato realizzato anche con il prezioso contributo dei sindaci della Ricostruzione e degli Enti locali che subirono maggiori danni dal sisma. Assieme a loro anche i vigili del fuoco, la Diocesi di Udine e l’Ateneo friulano.
Oggi, nel 40° anniversario di quella tragedia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà presente in Regione. Il suo arrivo è previsto intorno alle 10 all’aeroporto di Ronchi dei Legionari.
Alle 16 il Capo dello Stato parteciperà alla seduta straordinaria del Consiglio regionale convocata nella sede di Udine, nel corso della quale l’Auditorium di via Sabbadini verrà intitolato ad Antonio Comelli, presidente della regione Fvg ai tempi del sisma. L’uomo simbolo della ricostruzione. Prima di presenziare alla cerimonia di intitolazione, visiterà i comuni di Gemona e Venzone.
Lasciata la sede della Regione, Mattarella sarà in loggia del Lionello per visitare la mostra con tutte le prime pagine del Messaggero Veneto. Verso le 18 è previsto il rientro nella Capitale.
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Elisabetta Belvedere
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