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venerdì, 2 Dicembre 2022

Caso Adamas, partita dall’Oipa una petizione per avere una legge sulla caccia. Riflettori puntati sulla pratica venatoria

05.11.2015 | 15.50 – Un vero e proprio “polverone” mediatico. E’ quello che si è sollevato in seguito all’uccisione, domenica primo novembre, di Adamas, splendido border collie, “colpevole” di essersi trovato sulla stessa strada e di aver “spaventato” un cacciatore nelle campagne di San Daniele del Friuli.

La notizia, diventata virale soprattutto sui social network e media locali, ha generato inevitabili polemiche da parte di chi, indignato dal gesto “spropositato” del cacciatore, si è schierato dalla parte del povero cane ucciso e del suo padrone (che si trovava a pochi metri dal suo fedele amico a quattro zampe), e di chi al contrario (come si legge sul Messaggero Veneto) sta dalla parte dell’uomo che ha sparato all’animale, ritenendo di fatto colpevole il padrone del cane “che andrebbe sanzionato perché ha lasciato incustodito il cane”. Parole, queste ultime, del presidente regionale di Federcaccia, l’avvocato Paolo Viezzi, che ha scelto di schierarsi dalla parte del cacciatore.

Queste le premesse. Ora veniamo alle conseguenze e agli ultimi aggiornamenti – riportati sempre dal Messaggero Veneto – in merito alle reazioni delle associazioni animaliste regionali. E’ infatti notizia di queste ultime ore quella che riguarda la decisione, presa congiuntamente dalle sezioni di Trieste, Udine e Gorizia dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), di lanciare una petizione, che ieri pomeriggio aveva già raggiunto la cifra record di 7 mila 500 firme.

Tale raccolta di firme è destinata alla presidente della regione Debora Serracchiani e ha lo scopo di ottenere una legge sulla caccia che contenga, tra le altre, nuove norme volte a non consentire ai cacciatori di sparare in prossimità delle abitazioni e nella quale siano previsti, durante l’attività venatoria, test per evidenziare la presenza nel sangue di alcol e sostanze stupefacenti di chi pratica questo sport.

Secondo quanto appreso ci potrebbe essere già nei prossimi una manifestazione pubblica nel capoluogo friulano proprio contro la caccia. Il caso della morte di Adamas sembra ora aver riacceso i riflettori sulla pratica della caccia.

E’ soprattutto sui social che si sta scatenando la polemica intorno alla vicenda: in merito ad alcuni commenti fin troppo spinti l’Oipa ha voluto però prendere le distanze dai più agguerriti: «Oipa – si legge in un post pubblicato ieri mattina – si dissocia in toto da qualsiasi messaggio contenente insulti di qualsiasi natura e continua a sostenere la petizione che contiene la proposta di legge con toni e modi assolutamente civili, così come espressi nella petizione stessa».

Un appello a moderare i termini anche dalla pagina evento “Attività venatoria e tutela dell’incolumità pubblica” laddove sempre ieri si precisava che lo scopo della pagina “non è polemizzare con i cacciatori o esprimere opinioni sulla caccia (ci saranno altre occasioni) ma di smuovere le istituzioni a porre attenzione all’incolumità dei cittadini disarmati attraverso misure concrete”.

Si terrà domenica 8 novembre in piazza San Giacomo a Udine (dalle ore 11 alle 13) la manifestazione “Veglia silenziosa – In memoria di Adamas e di tutte le vittime della caccia”.  Proprio sulla pagina dedicata all’evento (https://www.facebook.com/events/160850290934555/, questo il link alla pagina facebook) si possono trovare interventi da ogni parte d’Italia: dalla Toscana, a Genova, fino alla nostra Trieste.

Alexandra Del Bianco

 

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