Ecco la nuova sede della Biblioteca del Seminario Vescovile

28.9.2015 | 18.03 – Domani, mercoledì 30 settembre, alle ore 16.00, verrà inaugurata la nuova sede della Biblioteca del Seminario Vescovile di Trieste in via Besenghi 16. La Biblioteca, le cui raccolte ammontano ad oltre 74.000 unità bibliografiche, ha un carattere prevalentemente umanistico e cura la specializzazione nel settore delle scienze religiose e filosofiche. Ai volumi posseduti, divisi nelle sue 75 classi di pertinenza, vanno aggiunti i periodici, le collane, le miscellanee degli opuscoli, i CD-Rom, il fondo antico, alcuni fondi speciali ed il settore degli archivi.

Il fondo antico ammonta a 2912 unità tra cui 4 incunaboli, 149 cinquecentine e 44 manoscritti. Il nucleo originario del fondo proviene dal Palazzo Vescovile triestino, dove si era formato grazie al lascito Susanni, a quelli di alcuni vescovi e al probabile trasferimento di una piccola parte della biblioteca del soppresso Collegio dei Gesuiti di S. Maria Maggiore. In seguito fu accresciuto con alcune donazioni di privati e sacerdoti, nonché da alcune acquisizioni da parte della Biblioteca stessa.

La Biblioteca del Seminario Vescovile di Trieste, sorta con i fondi librari provenienti dal disciolto Seminario Minore di Capodistria e dal palazzo episcopale triestino per rispondere alle esigenze di studio del “neo-nato” Seminario Vescovile di Trieste fondato dal vescovo Antonio Santin nel 1950, fu istituita formalmente dal medesimo il 4 gennaio 1960. In quell’occasione ne fu deciso il riordino, la cui organizzazione fu affidata al dott. Stelio Crise, allora Vice-soprintendente bibliografico per il Veneto Orientale e la Venezia Giulia, al quale dunque ancora si deve la fisionomia della struttura delle raccolte, articolatasi negli anni, ma mai tradita negli intendimenti.

L’esecuzione materiale di tale lavoro fu curata dal dott. Claudio Poldrugo, poi direttore della Biblioteca Generale dell’Università degli Studi di Trieste, che diede praticamente vita ad una biblioteca di tipo universale con una preferenza per il settore umanistico, dotata di un fondo antico e specializzata, per sua propria natura e finalità, nelle discipline religiose e filosofiche. Il giusto coronamento di questo impegno fu l’inaugurazione della Biblioteca, avvenuta il 4 novembre 1960, con cui non si evidenziava soltanto l’avvenuto riordino del materiale, ma si prendeva l’importantissima decisione di destinare la fruibilità dello stesso ad un pubblico più ampio che non i soli professori e studenti del Seminario, rendendo così disponibile la biblioteca a tutto il territorio e a chiunque ne fosse interessato.

A quegli anni rimane anche legata la memoria del professore don Luigi Silvani, direttore della biblioteca fino al 1986: appassionato uomo di studio quanto amabile interlocutore per i frequentatori della stessa.
La Biblioteca non ha inoltre perduto l’occasione, pur nel limite delle risorse, di “stare dietro ai tempi” adeguandosi alle nuove tecnologie che le hanno consentito sia di organizzare più utilmente il lavoro sia di allargarsi alla collaborazione con altri istituti bibliografici. Nel 1990 infatti avviò l’automazione con il programma CDS/ISIS dell’UNESCO ed il suo catalogo informatico è stato consultabile anche attraverso il catalogo unificato presso l’Università degli Studi di Trieste e tramite il CD-Rom “Biblionauta”, banca dati sostenuta dal Comune e dalla Provincia di Venezia contenente i dati delle bilioteche che usano il programma d’automazione CDS/Isis.
Nel corso del 2001 la Biblioteca ha aderito al Servizio Bibliotecario Nazionale passando al programma SEBINA utilizzato nel Polo SBN della Venezia Giulia, presso l’Università degli Studi di Trieste.