Dura replica del presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà (Ics) – Ufficio Rifugiati di Trieste Gianfranco Schiavone alle accuse mosse da Trieste United Security. Il gruppo di volontari che si occupa di sicurezza ieri sera aveva pubblicato, infatti, su Facebook le immagini di un sopralluogo all’interno del Silos dove vivono in condizioni precarie 200 persone. “All’interno, oltre che ai stranieri, non abbiamo trovato nessuno che monitorava, controllava o era di supporto a queste persone”, si legge sulla bacheca virtuale del gruppo. Accusa che non è certo andata giù a Schiavone: “La situazione del Silos è sicuramente inaccettabile – ricorda il presidente dell’Ics – ma è del tutto falsa e volgare la notizia diffusa da “Trieste United Security” che di queste persone nessuno si sta occupando: i richiedenti asilo privi di alloggio usufruiscono a pranzo e cena della mensa Caritas (quella che è stata imbrattata dalle note scritte di alcuni giorni fa), hanno assistenza sanitaria, usufruiscono del centro diurno di via Udine gestito da Comunità di S. Martino e ICS, dove hanno generi di conforto e possono restare per quasi tutto il giorno, e infine – conclude – hanno accesso alle docce comunali e al cambio vestiti.
Qui di seguito il testo integrale del suo intervento:
“In relazione alle notizie diffuse sulla situazione dei richiedenti asilo accampati al Silos si conferma che la situazione delle presenze è peggiorata nel corso degli ultimi giorni a causa dell’eccessiva lentezza dei trasferimenti (che comunque ci sono tutti i giorni) da Trieste verso altre città della Regione e del resto d’Italia. Questa lentezza è conseguenza diretta della feroce opposizione che gruppi e movimenti politici di estrema destra mettono in atto nelle diverse città, e in particolare in Veneto e Lombardia, attraverso campagne che rallentano la veloce apertura delle strutture di accoglienza previste dal piano di ripartizione nazionale; in tal modo la situazione di difficoltà si scarica verso i territori di primo arrivo dei rifugiati come Trieste, che hanno saputo invece realizzare un sistema di accoglienza territoriale innovativo pur in presenza di numeri relativamente elevati.
La situazione del Silos è sicuramente inaccettabile ma è del tutto falsa e volgare la notizia diffusa da “Trieste United Security” che di queste persone nessuno si sta occupando: i richiedenti asilo privi di alloggio usufruiscono a pranzo e cena della mensa Caritas (quella che è stata imbrattata dalle note scritte di alcuni giorni fa), hanno assistenza sanitaria, usufruiscono del centro diurno di via Udine gestito da Comunità di S. Martino e ICS, dove hanno generi di conforto e possono restare per quasi tutto il giorno, e infine hanno accesso alle docce comunali e al cambio vestiti.
Tutto ciò mentre si sta provvedendo da parte delle istituzioni ad attivare il prima possibile nel territorio ulteriori strutture con funzioni di prima accoglienza e transito. Le presenze nel Silos di persone che non svolgono attività di aiuto umanitario appare di assai dubbia utilità perché nulla aggiunge alla conoscenza della situazione e in nulla contribuisce a risolverla”.
Gianfranco Schiavone
Presidente Consorzio Italiano di Solidarietà – Ics
Ufficio Rifugiati di Trieste


