Lavoro, le aziende europee investono sempre di piu’ sulla formazione del personale dipendente

Stretta di mano29.5.2015 | 12.09 – Promuovere i talenti attivi in azienda o cercare nuove risorse all’esterno? Questo è il quesito da cui ha preso avvio ieri un workshop all’Hotel Riviera & Maximilian di Trieste dedicato ai processi di selezione interna del personale delle imprese, organizzato da Cornerstone On Demand, azienda leader nell’offerta di soluzioni tecnologiche per la gestione dei talenti in collaborazione con Simulware, società collocata in Area Science Park specializzata in soluzioni di e-leaning. L’incontro si è aperto con l’intervento della dott.ssa Fasolo, ricercatrice presso il Politecnico di Milano, che ha presentato i risultati di una recente analisi internazionale sull’internal recruitment condotta fra Italia, Germania, Francia e Regno Unito, su un campione di 363 aziende appartenenti a diversi settori.

L’obiettivo dell’indagine, strutturata su quattro aree tematiche principali (esigenze e identificazione della selezione; selezione interna rispetto a selezione esterna; processi chiave di selezione interna; ruolo della tecnologia; ) è stato quello di fornire un quadro quanto più dettagliato delle realtà aziendali, nazionali e non, e di come queste si pongano rispetto alla pratica dell’internal recruitment; ovvero della selezione interna con conseguente promozione del personale già dipendente dell’azienda stessa.

Ciò che emerge dall’indagine comparativa fra i quattro più grandi paesi dell’Unione europea è l’importanza fondamentale per le imprese di investire sulla formazione del personale dipendente dando ai più talentuosi e meritevoli l’opportunità di crescere all’interno dell’azienda che a sua volta non cercherà risorse all’esterno ma si concentrerà sulla preparazione dei soggetti già presenti, compiendo così un investimento che darà i suoi frutti sul lungo periodo poiché viste le statistiche presentate i soggetti promossi grazie all’internal recruitment risultano più motivati e legati all’azienda e questo si traduce in un bassissimo tasso di abbandono della stessa.

In un contesto economico internazionale sempre più competitivo e caratterizzato da una crescente instabilità, le Direzioni Risorse Umane sembrano dunque sempre di più orientate alla valorizzazione e massimizzazione del capitale umano, inteso non più come semplice costo ma come investimento strategico per la competitività dell’azienda stessa. “Una strategia senza risorse non è possibile, e la risorsa più preziosa di un’azienda sono le persone”: questo è il concetto chiave che è emerso dall’intervento di Alessandro Bolzani, “regional sales manager” di Cornerstone On Demand Italia, il quale partendo dalla considerazione di quanto il mondo del lavoro stia cambiando soprattutto grazie all’innovazione digitale, cerca di definire il futuro del talent management, inteso come l’attività di ricerca, selezione, sviluppo e formazione della workforce.

Bisogna pensare ai dipendenti come se fossero clienti” è questa la strategia vincente secondo Cornerstore; appare dunque evidente il cambiamento di approccio che le aziende stanno affrontando in quest’ultimo periodo, pur con qualche dubbio e incertezza, nella gestione di una nuova e giovane “workforce” (si stima che entro il 2020 la maggioranza dei dipendenti sarà composta dai nati fra gli anni 80 e 2000) estremamente esigente in termini di crescita professionale e bisognosa di formazione, feedback e possibilità di mobilità, ma che rappresenta la vera forza e opportunità di successo per le aziende che sempre di più sono spinte a coltivare i talenti presenti a loro interno al fine di  aumentare la produttività e profitto.

Giulia Petrei

(riproduzione_riservata)

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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